Vision Divine – Recensione: When All The Heroes Are Dead

I motivi di curiosità e l’attesa per un nuovo album dei Vision Divine non erano forse mai stati così elevati come nel caso di quest’ultimo “When All The Heroes Are Dead”. Il disco, oltre ad essere quello che ha richiesto la più lunga gestazione da quando è nata la creatura di Olaf Thörsen (ben sette anni dalla release del precedente “Destination Set To Nowhere”), vede infatti anche due importantissimi cambi a livello di line-up.

Alla batteria abbiamo ora quel mostro sacro del fenomenale Mike Terrana, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni, mentre dietro al microfono trova posto per la prima volta non un nome altisonante del calibro di Fabio Lione o Michele Luppi, bensì il talento emergente di Ivan Giannini. Cambiamenti che, come vedremo a breve, ben si innestano nelle dinamiche della band, dal momento che la vena creativa e compositiva del buon Olaf continua ad essere molto vivida e non risente in alcun modo di questa rivoluzione.

Bastano pochi minuti e un paio di tracce per comprendere infatti come la classe e il taglio colto ed elegante che da sempre contraddistinguono il marchio di fabbrica del gruppo sono come al solito ben presenti. Le iniziali “The 26th Machine” e “3 Men Walk On The Moon” sono tutto fuorché canzoni scontate, considerati il loro grado di elaborazione e la loro complessità molto vicina a lidi tipicamente progressive. Risultano invece più dirette, ma non per questo meno studiate, le seguenti “Fall From Grace” e “Were I God”, composizioni baciate da melodie efficacissime e andamenti trascinanti.

Che si tratti della quasi title track “Now That All The Heroes Are Dead”, delle immediate “King Of The Sky” e “300” o della “leopardiana” “The Nihil Propaganda” (ascoltandone il finale capirete il perché di questa definizione!), il bilanciamento fra brani aggressivi e momenti di maggior introspezione è sempre ben calibrato. Ottima, manco a dirlo, la prestazione della band, coi quattro componenti di lungo corso sempre sugli scudi, Terrana che sfodera una prova maiuscola e Giannini che convince fin dalla sua prima apparizione con l’ensemble.

Un bel piatto di raffinato, brillante e curatissimo heavy/power ai confini del prog ci viene quindi servito ancora una volta da questa ormai affermatissima istituzione del metal di casa nostra. Il nuovo lavoro di Olaf Thörsen e soci è davvero senza sbavature e ci restituisce dei Vision Divine in gran spolvero, nonostante la lunga attesa tra un album e l’altro e l’altro e gli importanti cambi di formazione verificatisi prima dell’ultima uscita.

Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Insurgent (Intro) 02. The 26th Machine 03. 3 Men Walk On The Moon 04. Fall From Grace 05. Were I God 06. Now That All The Heroes Are Dead 07. While The Sun Is Turning Black 08. The King Of The Sky 09. On The Ides Of March 10. 300 11. The Nihil Propaganda (Outro)
Sito Web: http://www.visiondivine.com

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