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Vision Divine – Recensione: Vision Divine

Era il periodo in cui Rhapsody e Labyrinth primeggiavano a  livello internazionale, dopo le pubblicazioni di grandi successi come “Symphony Of Enchanted Lands” e “Return To Heaven Denied”. Potete ben immaginare, quindi, quale fu la reazione di pubblico ed addetti ai lavori all’annuncio che Olaf Thorsen e Fabio Lione avrebbero unito le proprie forze in una nuova creatura musicale, sotto il moniker Vision Divine. In realtà la band nacque come solo project di Thorsen (e avrebbe dovuto chiamarsi Symmetry), ma, dopo i riscontri ottenuti dal primo album omonimo, i nostri iniziarono la propria carriera come gruppo vero e proprio, regalandoci negli anni successivi lavori di pregevole fattura. La line-up era completata Andrea De Paoli (già con Labyrinth e Shadows Of Steel) alle tastiere, Andrea Torricini (Wonderland) al basso e Mat Stancioiu (Crown Of Autumn) alla batteria.

Vision Divine” resta uno dei top album power metal di tutti i tempi della scena italiana. La band toscana, scelse un approccio molto più sinfonico e meno prog nelle sonorità e meno moderno nella scelta delle keys rispetto ai Labyrinth, lo si capisce fin dall’ascolto dell’opener “New Eden“, che nelle sue sfuriate in doppiacassa, irrompe nel nostro stereo. In fase compositiva, Thorsen sfrutta al meglio le qualità vocali di Lione, qui chiamato per la prima volta ad un cantato che alterna parti alti e melodiche ad altre maggiormente aggressive. Mc Pauls, nonostante qualche incursione strumentale con i suoi amati synth, predilige suoni classici, come il clavicembalo (“Exodus”) o gli archi (“Black Mask of Fear”), interpretando con personalità e classe un genere che alla fine degli anni novanta andava per la maggiore. Il tutto contraddistinto da una sezione ritmica pulsante e la classe di Fabio dietro al microfono. La sublimazione del power in “Vision Divine” è senz’altro in “The Whisper“, song stratosferica, che gli appassionati conservano nelle propria memoria tra le hit di quel periodo, al pari di “Emerald Sword” e “Moonlight”. Divertente, per concludere la tracklist, la rilettura fedele, ma in chiave più metal, dell’immortale “The Final Countdown“, interpretata con il giusto piglio.

I Vision Divine ci hanno regalato nel corso degli anni diverse perle di metal melodico, con spunti progressive e sinfonici, andando a creare, disco dopo disco, un’ anima inconfondibile che ci ha catturato ed ammaliato. Ma per i nostalgici, l’omonimo disco d’esordio resta un must pieno di belle canzoni, suonato in maniera esemplare, con energia e freschezza.

 

 

 

Etichetta: Atrheia Records

Anno: 1999

Tracklist: 01. New Eden 02. On The Wings of the Storm 03. Black Mask of Fear 04. Exodus 05. The Whisper 06. Forgotten Worlds 07. Vision Divine 08. The Final Countdown 09. The Miracle 10. Forever Young 11. Of Light and Darkness

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