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Visigoth – Recensione: Conqueror’s Oath

I true defender Visigoth fanno passare ben tre anni dal fenomenale esordio “The Revenant King” che aveva fatto gridare al miracolo gli appassionati del metal a tinte epiche più tradizionalisti. Dopo aver convinto in modo eccellente nelle prove live di palchi importanti come quello del festival Keep It True i cinque ragazzi di Salt Lake City tornano sulla scena con otto brani che trasudano passione, potenza e convinzione perché dopo aver sorpreso la schiera di affezionati del genere è giunto il momento di conquistarli.

Senza scomodare paragoni che potrebbero suonare fuoriluogo possiamo affermare che “Conqueror’s Oath” non contiene filler e convince in pieno dall’inizio alla fine.

Ci conquista il mood epico manowariano di brani come l’opener “Steel And Silver” che sembra provenire direttamente da metà anni ’80 e la successiva track “Warrior Queen” (in cui si apprezza il gran lavoro dei due chitarristi Jamison Palmer e Leeland Campana) ci ricorda in parte alcune song dei Warlord; lo stacco dolce e mellifluo della seconda metà del brano, sottolineato da un flauto che accompagna la voce di Jake Rogers, fa da contraltare all’ultimo assalto epico.

I nostri colpiscono nel segno anche quando decidono di accelerare ed infatti sia “Outlive Them All” che “Blade’s In The Night” sono due killer track in cui apprezziamo la linea ritmica formata dal tellurico batterista Mikey T. ed il basso metallico e rutilante di Matt Brotherton; lo strumento a quattro corde trascina in particolare il secondo brano citato che esplode letteralmente nel ritornello.

Una certa vicinanza ai Grand Magus più epici è presente nella schiacciasassi “Hammerforged” che vive nel chorus pieno di cori stentorei e nei ricami delle chitarre il suo punto di forza.

Apice compositivo dell’album è poi “Traitor’s Gate”, che si presenta all’inizio come una possente war ballad dalle tinte epiche in puro stile Manowar e poi si trasforma (con il potente e martellante basso in sottofondo) in un cadenzatone stracolmo di emozione.

“Salt City” (chiaro tributo alla città dei musicisti) è il pezzo più diretto e dannatamente rock; tre minuti e rotti di energia e melodia.

Chiudiamo citando anche la title-track, una summa di epic metal cadenzato e possente, una sontuosa marcia che ha come evidenti band di ispirazione i Manilla Road ed i Manowar più sognanti; l’ispirato singer Jake Rogers è supportato egregiamente dal cesello dei chitarristi che ricamano melodie perfette per il sentimento che i nostri voglion trasmettere.

Dal punto di vista del lato artistico della release si sottolinea la scelta di mantenere nella meravigliosa illustrazione di copertina un sapore epico ed un uso di colori che ricorda il primo album, mentre domina la scena la “warrior queen” citata nell’omonimo pezzo.

Grazie a “Conqueror’s Oath” ed ai Visigoth il 2018 dei true metaller è iniziato nel migliore dei modi!

Voto recensore
8
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Steel And Silver 02. Warrior Queen 03. Outlive Them All 04. Hammerforged 05. Traitor’s Gate 06. Salt City 07. Blade’s In The Night 08. The Conqueror’s Oath
Sito Web: https://www.facebook.com/visigothofficial

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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