Negura Bunget – Recensione: Virstele Pamintului

Che confusione! Prima l’annullamento della loro esibizione di spalla ai Satyricon a dicembre, poi l’annuncio della ri-pubblicazione di Maiastru Sftenic completamente riregistrato (a breve la recensione) quindi la notizia dell’uscita dalla band di Hupogrammos (co-fondatore con Negru della band) e di Sol Faur, chitarrista della band praticamente da sempre. Infine arriva anche un nuovo album, questo “Virstele Pamintului” che vede i Negura Bunget capitanati dal solo Negru attorniato da membri di recente entrata nella band. Onestamente chi si ricordava dei Negura Bunget come di una black metal band dovrà fare piazza pulita e ridefinire definitivamente le coordinate su cui rintracciare la band. I nove brani dell’album difficilmente possono vivere separate gli uni dagli altri, sia per il concept che le lega (ne trovate un esaustiva spiegazione sul sito della band) sia per le sonorità che si dispiegano in “Virstele”. Fin dalla prima e riflessiva “Pamint” è tutto un susseguirsi di strumenti folk/tradizionali, strane atmosfere, percussioni delicate ma al contempo efficaci, escursioni nel pericoloso mondo del prog e del progressive anni ’70. I passaggi più metal oriented sono difficilmente isolabili dal momento che i pezzi sono sempre molto eterogenei e distanti dal canonico concetto di canzone; del black metal restano lo screaming che lascia spesso spazio a parti recitate (tutto come da tradizione in lingua rumena) ed un certo modo di concepire il riffing, vorticoso, insistente ma ancora sporco come testimonia “Ochiul Inimii”, forse uno dei brani più semplici del lotto che avvicina la proposta dei Negura Bunget ai Keep of Kalessin del incredibile “Armada”. Nonostante la differenza siderale nel tipo di musica proposta, l’approccio al metal estremo della band rumena rimanda spesso a quello che Cynic e Pestilence proposero negli anni ’90 miscelando il death al prog ed al jazz; una considerazione da prendere con le pinze ma che rende giustizia al coraggio della band nel proporre qualcosa di inusuale ma estremamente raffinato, curato ed intrigante. In bilico tra metal, progressive della prima ora, musica da film e musica etnica. Difficile da affrontare ma soddisfacente dopo un ascolto accurato e dedicato.

Voto recensore
8
Etichetta: Aural / Code666

Anno: 2010

Tracklist: 01. Pamint
02. Dacia Hiperboreana
03. Umbra
04. Ochiul Inimii
05. Chei De Roua
06. Tara de Dincolo De Negura
07. Jar
08. Arborele Lumii
09. Intoarcerea Armurgului

Sito Web: http://myspace.com/negurabunget

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