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Virgin Steele – Recensione: Age Of Consent

Age Of Consent” è il quarto album in carriera per i Virgin Steele, ma rappresenta il secondo disco di quello che potremmo definire come il periodo aureo della band. Il platter arriva infatti a tre anni di distanza dal precedente capolavoro “Noble Savage” ed è anch’esso in grado di trasmetterci un’epicità e una classe davvero uniche. Dal momento che la sfortunata release originale dell’opera ha avuto così scarsa distribuzione da comportare un tanto eclatante quanto immeritato insuccesso commerciale, ci occupiamo qui della ben più completa e diffusa ristampa rilasciata nel 1997.

Le prime tracce dell’album lasciano subito a bocca aperta per la loro limpida qualità e la magia da cui sono pervase. “The Burning Of Rome (Cry For Pompei)” è pura ed eroica epica, con un David DeFeis ispiratissimo nella propria interpretazione. Il leone newyorkese torna poi a ruggire, è proprio il caso di dirlo, nella più diretta e scatenata “Let It Roar” e nell’emozionante “Lion In Winter”. La lunga “Perfect Mansions (Mountains Of The Sun)” è quindi un brano magniloquente e unico, evocativo e dall’atmosfera fuori dal tempo, che vede Edward Pursino sugli scudi con un bellissimo solo di chitarra.

Il chitarrista nonché fedelissimo compagno d’armi di DeFeis si mette di nuovo in mostra nella sempre lunga, ma questa volta ruvida e massiccia, “Serpent’s Kiss”. Seguono questa tendenza anche le successive “On The Wings Of The Night”, “Seventeen” e “Tragedy”, a delineare una seconda parte del disco più immediata, spensierata e vicina all’hard rock radiofonico, ma non per questo di bassa qualità e da buttare. Trovano poi spazio in questa versione dell’opera anche un paio di cover di mostri sacri del rock duro, ovvero “Stay On Top” degli Uriah Heep e “Desert Plains” dei Judas Priest; il finale fa tornare però in primo piano la romantica epicità in cui i nostri sono maestri con la lenta e soffusa “Cry Forever” e la bellicosa “We Are Eternal”.

Nonostante i già citati problemi di promozione e diffusione che afflissero la release del presente album, “Age Of Consent” è comunque riuscito ad arrivare fino a noi più forte e vivido che mai. Il disco non sarà celebre come altri lavori dei Virgin Steele quali il primo folgorante masterpiece “Noble Savage” o i favolosi concept “The Marriage Of Heaven And Hell” e “The House Of Atreus”, ma costituisce a sua volta un ottimo platter contente alcuni episodi davvero straordinari. Gli estimatori della band newyorkese, che tendono magari a trascurarlo, possono dunque approfittarne per riscoprire questo gioiello spesso a torto dimenticato.

Etichetta: Maze Music

Anno: 1988

Tracklist: 01. The Burning Of Rome (Cry For Pompei) 02. Let It Roar 03. Prelude To Evening 04. Lion In Winter 05. Stranger At The Gate 06. Perfect Mansions (Mountains Of The Sun) 07. Coils Of The Serpent 08. Serpent's Kiss 09. On The Wings Of The Night 10. Seventeen 11. Tragedy 12. Stay On Top (Uriah Heep Cover) 13. Chains Of Fire 14. Desert Plains (Judas Priest Cover) 15. Cry Forever 16. We Are Eternal
Sito Web: http://www.virgin-steele.com

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