Alghazanth – Recensione: Vinum Intus

Gli Alghazanth sono il tipico esempio di gruppo fedele ai canoni di una scena ma davvero capace di svolgere il proprio mestiere. Finlandesi, per certi versi simili all’ondata melodic black in stile Dimmu Borgir / Old Man’s Child (ma con dei tratti ben distinti), i cinque musicisti presentano il nuovo full-length “Vinum Intus” che, al di là di una copertina orribile (rispettare le proporzioni la prossima volta?) si rivela un’ottima release di genere. Dicevamo che l’ensemble non inventa davvero nulla, ma dietro a questo rifiuto di ogni ipotesi evolutiva, si cela un songwriting solenne e capace, ove il black metal melodico si esplica attraverso pressoché ogni sua sfaccettatura. Le tastiere e gli ampi arrangiamenti sinfonici fanno la parte del leone, insieme a tappeti di riff ragionati, più emozionali che tecnici, in grado di donare ai brani un alone di ulteriore enfasi. Insieme a ciò, troveremo delle parentesi ambient molto corali e come riempitivo, dei risvolti elettronici anche abbastanza piacevoli, coraggiosi considerato lo stile di riferimento. La grandeur delle composizioni di Goat Tormentor (che, per chi non lo sapesse non è altri che Mikko Kotamaki dei mai troppo lodati Swallow The Sun) vince e convince, regalando episodi come la malinconica eppure magniloquente “With A Thorn In Our Hearts” e ancora l’epica “Triunity”. “Vinum Intus” scorre senza intoppi e rivela una capacità di songwriting senza la minima sbavatura. Poca inventiva? Passiamoci sopra per una volta.

Voto recensore
7
Etichetta: Woodcut / Masterpiece

Anno: 2011

Tracklist:

01. A Living Grave
02. With A Thorn In Our Hearts
03. Only The Reflection Bleeds
04. Under The Arrow Star
05. Our Ascent Of The Tower
06. Wine Within
07. For Thirteen Moons
08. Triunity
09. The Way Of The Scales


Sito Web: www.alghazanth.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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