Vicious Rumors – Recensione: Concussion Protocol

Anche se forse non sono più i tempi per album favolosi come “Digital Dictator” o “Welcome To The Ball”, da una band come i Vicious Rumors noi ci aspettiamo sempre il massimo. Una qualità assoluta che la band di Geoff Thorpe aveva saputo raggiungere ad esempio con un disco come “Razorback Killers” e che oggi, complice l’ingresso di un cantante davvero impressionante come Nick Holleman, ci aspettavamo di riascoltare in “Concussion Protocol”.

Ed invece, anche se davvero sarebbe ingiusto definire questo nuovo lavoro una delusione, il disco finisce per essere solo un altro tassello validissimo in una discografia eccellente, ma non quel botto che avremmo desiderato. Il perché va cercato innanzitutto nella creatività di una band che per una volta avrebbe avuto l’opportunità di cambiare parzialmente direzione, ma che ha invece preferito restare solidamente nel proprio solco. Il risultato è stato quello di non sfruttare a pieno le doti canore del citato Holleman, “costretto” in molte canzoni a sfoggiare una voce ruvida che sicuramente è più in linea con la storia della band, ma che non ci pare la migliore versione del nostro. È il caso ad esempio delle prime due song, la title track e “Chemical Slaves”, due fucilate power metal potentissime, ma anche molto quadrate e con poco spazio a spunti melodici. Non diversissimo il mid-tempo roccioso di “Victim Of Digital World”, anche qui una traccia non male, ma in cui i Vicious Rumors paiono rincorrere un passato difficile da eguagliare, così la voce di Holleman diventa una versione minore del mai abbastanza compianto Carl Albert.

Sia chiaro, il tutto regge comunque benissimo, ed oggi non è certo facile trovare di meglio nel panorama del metal contemporaneo, ma avendo avuto modo di apprezzare il nuovo innesto nel disco live precedente ci saremmo aspettati qualcosa di meno scontato a livello compositivo e un’interpretazione vocale di diverso profilo.

Fortunatamente la scaletta include al proprio interno una grande varietà e già nella veloce “Chasing The Priest”, ottima rivisitazione del sound priestiano e non distante da quanto proposto dalla band ai tempi di “Digital Dictator”, proprio Holleman sfoggia tonalità più alte e comincia a sentirsi la personalità del singer. Espressività che arriva finalmente a farsi apprezzare con la ritmata ma molto melodica “Last Of Our Kind”.

Dopo aver toccato un po’ tutte le sfaccettature stilistiche in proprio possesso la band torna a picchiare duro ed andare veloce con “1000 Years”, dove la compressione arriva al massimo, ma ancora una volta manca un po’ melodia. Per arrivare infine ad una power ballad come “Circle Of Secrets”, che si inserisce subito tra le migliori canzone del lotto, sia perché Thorpe e compagni tolgono il pilota automatico, per mettersi in gioco con l’idea di scrivere una canzone leggermente fuori dai canoni, sia perché finalmente la voce di Holleman gode dello spazio armonico necessario per lasciarsi andare.

Dopo una canzone classicissima, e un po’ banale, anche se dal coro inappuntabile come “Take It Or Leave It” e una del tutto anonima come “Bastards”, si torna a picchiare durissimo con la aggressiva “Every Blessing Is A Curse”, quasi vicina allo speed-thrash (ci vengono in mente certi Overkill), ma davvero ben sostenuta da assoli e ritmiche incalzanti. Un brano del genere dal vivo rischia di far venire un infarto e noi fan ormai attempati, ma non vediamo l’ora di poterlo ascoltare comunque.

Si finisce con una canzone piuttosto cupa e cadenzata come “Life For Life”, caratterizzata da vocalizzi bassissimi che non sappiamo se siano opera sempre di Holleman (ma ci pare improbabile), ma che in ogni caso sostengono un brano piuttosto anomalo e onestamente non del tutto riuscito, che prende più che altro le sembianze di una outro.

Tirate le somme si capisce che i Vicious Rumors hanno sfornato un disco valido, energico e anche trascinante, che però rimane meno innovativo, rispetto agli standard canonici della band, di quello che ci saremmo aspettati. Con la postilla che se questo deve essere un accontentarsi, è un accontentarsi di gran livello.

vicious rumors concussion protocol

Voto recensore
7,5
Etichetta: Steamhammer Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Concussion Protocol 02. Chemical Slaves 03. Victims Of A Digital World 04. Chasing The Priest 05. Last Of Our Kind 06. 1000 Years 07. Circle Of Secrets 08. Take It Or Leave It 09. Bastards 10. Every Blessing Is A Curse 11. Life For A Life
Sito Web: http://www.viciousrumors.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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