Onslaught – Recensione: VI

Difficile immaginare una band meno originale dei britannici Onsalught, ma quando la ricetta viene eseguita con la perfezione riscontrabile in questo nuovo “VI” viene facile anche mettere da parte le possibili critiche per concentrarsi sulla riuscita eccellente degli intenti.

Senza troppi fronzoli gli Onslaught mettono mano a dieci song dall’incedere e dalla struttura che più classicamente thrash non si può (vi risparmiamo la sfilza delle influenze presenti, le potete immaginare da soli), rafforzate da una resa sonora perfettamente equilibrata che non sa di vecchio e nemmeno cede a tentazioni moderniste che a volte finiscono per appesantire uno stile che al contrario necessità di un taglio più “scattante” e dinamico.

Messe queste basi la band si concentra sulla presa delle singole composizioni, senza di fatto sbagliare un colpo. Fin da “Chaos Is The King” e “Fuel For My Fire” si possono ascoltare tutte le caratteristiche che gli amanti del genere apprezzano: riff potenti, linee vocali aggressive, ma mai troppo sporche, ritornelli quasi cantabili e finezze strumentali (e assoli) tanto essenziali quanto riuscite.

Si prosegue con un brano più lungo e strutturato su di un bel mid-tempo carico di groove e melodia come “Children Of the Sand” e da qui in poi la strada è in discesa. Altre song dall’andamento ritmico martellante e dalle liriche assolutamente “ottantiane” come “66’Fuckin’6” e “Cruci-Fiction” colpiscono nel segno, ma si tratta di un motivetto che si potrebbe ripetere per ogni song.

Non sognatevi nemmeno di chiedere a Nige Rockett e Sy Keeler di tirar fuori anche solo una nota marcatamente personale, ma se si tratta di confezionare un disco thrash con cuore e tanti attributi, oggi difficilmente potrete trovare chi farà meglio di questo “VI”.

Voto recensore
7,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. A New World Order
02. Chaos Is King
03. Fuel For My Fire
04. Children Of The Sand
05. Slaughterize
06. 66’Fucking’6
07. Cruci-Fiction
08. Dead Man Walking
09. Enemy Of My Enemy


Sito Web: https://www.facebook.com/onslaughtuk

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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