Portal – Recensione: Vexovoid

Nel bene e nel male sono poche le band così particolari e riconoscibili come gli australiani Portal, alfieri di un death metal bizzarro, surreale e psicotico, nella sua precisa volontà di tradurre in musica le angosce orrorifiche della mitologia di Cthulhu (H.P. Lovecraft, caposaldo della cultura metal).

Giunto con “Vexovoid” al quarto album, il quintetto di Brisbane non smentisce il suo tipico approccio caotico e rutilante, un denso marasma lo-fi, in cui intelligibilità degli arrangiamenti e senso compiuto delle composizioni sono elementi secondari e accessori al costante e disorientante terrore cinematico, a suo modo sperimentale, vero cardine della loro eccentrica proposta.

Ugualmente amati e odiati per il loro oltranzismo sonoro, decisamente involuto e ortodosso, nel suo minimalismo strutturale, i Portal non stupiscono per tecnica, cattiveria o groove, quanto piuttosto per le immense profondità, i buchi neri che sono capaci di spalancare, tramite il loro sound abissale e bestiale.

“Vexovoid” è dunque un nuovo biglietto di sola andata per la stessa ostile oscurità che già caratterizzava i precedenti “Outre’” e “Swarth” (2007 e 2009), altrettanto validi deliri sonori architettati da Horror Illogium e Aphotic Mote, chitarristi incappucciati in combutta con il pesta pelli Ignis Fatuus e il mostruoso latrato di The Curator, la cui performance affonda nel mixing, come uno strumento tra gli altri, in un indefinito calderone di istintiva brutalità.

Stando così le cose, il percorso dall’opener “Kilter” alla conclusiva “Oblotten” non mostra divagazioni o sconfinamenti vari, ma tira dritto nel buio, come un monolitico treno merci infernale. Ultima fermata: R’lyeh.

Voto recensore
7
Etichetta: Profound Lore Records

Anno: 2013

Tracklist:
01. Kilter
02. The Back Wards
03. Curtain
04. Plasm
05. Awryeon
06. Orbmorphia
07. Oblotten

Sito Web: http://www.facebook.com/PORTALDEATH

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