Vexovoid – Recensione: Call Of The Starforger

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una sorta di rinascita del genere progressive thrash di ambientazione fantascientifica e “spaziale”. Si ricordino band quali Vektor, Droid o Teleport che, forti dell’insegnamento dei capostipiti Voivod, stanno dando nuovo slancio a questo genere. Anche l’Italia vuole contribuire e lo fa eccellentemente con i toscani Vexovoid. Alla squadra italiana però forse non basta partecipare, vuole primeggiare: questo è ciò che viene spontaneo pensare ascoltando “Call Of The Starforger”. Sì perché sin dai primi minuti di ascolto ci rendiamo conto di trovarci di fronte a qualcosa di importante, qualcosa di tanto solido da poter resistere ad una pioggia di meteoriti (tanto per rimanere in tema).

Dopo aver notevolmente attirato l’attenzione con l’Ep “Heralds Of The Stars”, uscito nel 2014, la band pubblica “Call Of The Starforger”, uscito per Earthquake Terror Noise e registrato agli Hell Smell Studio di Roma. Il trio dimostra immediatamente eccellenti capacità tecniche sotto ogni punto di vista riuscendo ad esprimere in pieno le atmosfere sci-fi tipiche del genere, come appare evidente anche ad un primo sguardo al bellissimo artwork.

La sezione ritmica è incalzante e imprevedibile, destreggiandosi tra passaggi fulminei e altri più lenti e cadenzati con uguale abilità e precisione. Proprio quest’ultimo termine potrebbe riassumere la prestazione di ciascuno dei tre musicisti. Leonardo alla chitarra possiede una tecnica invidiabile e la mette brillantemente in pratica sia in fase ritmica che solista; riff prettamente thrash si combinano a passaggi melodici ed arpeggi magistralmente eseguiti sui quali si staglia potentissima e tagliente la voce di Danny, che dopo aver affinato la tecnica dai tempi del primo Ep, sembra aver trovato definitivamente il proprio stile, un timbro deciso e profondo unito a una grande capacità polmonare nonché ottime capacità di esecuzione e di scrittura al basso.

Il disco si apre con “Omega Virus” che dopo un intro che rimanda ad atmosfere spaziali e un primo fraseggio melodico e cadenzato evolve improvvisamente in un riff fulminante che mantiene elevato il ritmo del brano fino alla chiusura che riprende il melodico fraseggio iniziale.

Proseguiamo con “Infinite Collector” che parte subito in quarta e non accenna a fermarsi, mettendo in evidenza le grandi capacità di Mattia dietro le pelli. Nonostante il ritmo sia momentaneamente rallentato, “Quantic Capture” non è certo priva di tecnicismi; ma l’illusione dura poco e nella seconda metà del brano il ritmo torna martellante, così come nella successiva “Waking Mars” che ci regala appena una ventina di secondi di respiro prima di ripartire in quarta.

Galaxy’s Echols” è forse il brano che ci regala i migliori arpeggi e riff di chitarra, che si muovono con medesima precisione dal pulito al distorto e viceversa durante l’intero brano. Pregevole anche l’utilizzo dello stop & go , sia nel brano sopraccitato sia in “Prophet Of The Void”, unico brano estratto dal precedente Ep e che torna a stupirci grazie alla migliorata produzione e alle superiori abilità vocali di Danny che irrompe con il suo scream in quello che è forse il miglior brano dell’album. Le successive “Hexaspark Fortress” e “Dead Planets Throne” procedono spedite mantenendo alto il livello del disco con un drumming esemplare e assoli di chitarra non solo accurati ma di ottimo gusto. L’album si conclude con “The Starforger”, che abbraccia e riassume quanto detto finora e, dopo 5 minuti di arpeggi, sfuriate e tecnicismi, si esaurisce in un outro melodico che chiude magistralmente questa avventura spaziale.

I Vexovoid sembrano inarrestabili, osano, sperimentano sonorità e tecnicismi senza mai esagerare; guardano ai Vektor senza mai cadere nel plagio e mantenendo sempre una vena estremamente personale. Eccellenti abilità e una pregevole produzione rendono senza dubbio “Call Of The Starforger” uno dei migliori debutti del 2017, che non solo non deluderà gli appassionati del genere ma ci auguriamo possa portare i Vexovoid all’attenzione di un pubblico molto più vasto.

 

Voto recensore
8,5
Etichetta: Earthquake Terror Noise

Anno: 2017

Tracklist: 01. Omega Virus 02. Infinite Collector 03. Quantic Rupture 04. Waking Mars 05. Galaxy's Echoes 06. Prophet of the Void 07. Hexaspark Fortress 08. Dead Planets Throne 09. The Starforger

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