Heaven Shall Burn – Recensione: Veto

Settimo album per gli Heaven Shall Burn, band ormai sinonimo di solidità artistica e costanza nella resa qualitativa, caratteristiche queste che si traducono in release di pregevole fattura, come nel caso della loro ultima fatica dal titolo “Veto”.

Il combo teutonico ha sin dagli esordi trovato la quadratura del cerchio, forgiando il proprio sound e rendendolo riconoscibile, elemento questo che ha da sempre permesso loro di distinguersi nel marasma di band metalcore (e successive declinazioni) che sgomitano e scalpitano ormai in modo incontrollato.

A differenza dei precedenti lavori, “Veto” è chiaramente un album ragionato, maturo, in cui non è la ricerca del fast’n’loud a farla da padrone, bensì un equilibrio di base tra strumenti e voce che fa sì che ogni sfumatura sonora sia pienamente percepibile, i Nostri hanno infatti abbandonato l’idea di utilizzare volumi mastodontici in favore di dinamiche che potessero in qualche modo impreziosire il già ricco songwriting degli HSB.

Ad aprire le danze ci pensa “Godiva”, personaggio a cui viene tra l’altro reso omaggio anche nell’artwork che riproduce un dipinto ad essa dedicato, musicalmente è una traccia che ha molto di death metal melodico in stile In Flames prima maniera, Dark Tranquillity et similia, impossibile non amarla sin dal primo ascolto; il resto dell’album è un trionfo di legnate in stile HSB che si alternano a cavalcate e breakdown, fortunatamente centellinati, riff che intessono violente melodie ed inserimenti di synth qua e là, il tutto contribuisce alla buona riuscita di un album davvero convincente. Tra le altre tracce impossibile nominarne qualcuna a discapito di altre, dal momento che sono tutte di pregevole fattura, compresa la cover dei Blind Guardian “Valhalla”, fortemente voluta alla band.

Concettualmente “Veto” è un album molto impegnato, il cui intento è quello di risvegliare le coscienze affinché ognuno abbia il coraggio di far sentire la propria voce, far valere i propri diritti e denunciare tutte le storture di una società in cui politica e religione prendono il sopravvento sulle vite dei cittadini, questa la direzione delle liriche elaborate dal singer Marcus Bischoff.

La proposta musicale degli Heaven Shall Burn è rimasta sostanzialmente invariata nella forma, sebbene abbia subito manipolazioni nella sostanza, ma ciò non va minimamente ad inficiare il giudizio globale sul platter, decisamente sopra la media.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media

Anno: 2013

Tracklist:

01. Godiva
02. Land Of The Upright Ones
03. Die Stürme Rufen Dich
04. Fallen
05. Hunters Will Be Hunted
06. You Will Be Godless
07. Valhalla
08. Antagonized
09. Like Gods Among Mortals
10. 53 Nations
11. Beyond Redemption


Sito Web: http://www.landoftheuprightones.com/

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