Venus 5 – Recensione: Venus 5

Venus 5” è il nome di un nuovo progetto, voluto dal presidente di Frontiers Music, che si propone di trasporre in ambito metal l’idea della girlband mutuata dal pop. Vocalist di background e nazionalità differenti, tutte caratterizzate da una bella presenza che nonostante gli intenti politicamente corretti non si può non notare, sono state quindi riunite ed affiancate da una squadra di produttori e musicisti che comprende Aldo Lonobile (Secret Sphere, Timo Tolkki’s Avalon, Sweet Oblivion), Jake E. (Cyrha, ex-Amaranthe), Stefan Helleblad (Within Temptation) e Per Aldeheim (Def Leppard, H.E.A.T, Stanfour). Ma chi sono dunque le cinque frontwoman in questione, ognuna caratterizzata da uno stile diverso e che, pur senza scadere nel cattivo gusto, certamente balza all’occhio? Si tratta di Herma (già in forza ai Sick N’ Beautiful), della slovena Karmen Klinc, della serba Jelena Milovanovic, della svedese Terese “Tezzi” Persson e di Erina Seitllari, stella dell’edizione albanese di The Voice. Sicuramente interessante il fatto che il raggio della label italiana si stia progressivamente ampliando per portare alla luce scene e talenti dei quali fino a poco tempo fa non si sapeva granchè: c’è molto da scoprire in giro per l’Europa e per il mondo, ed iniziative come queste sembrano opportunità win-win di cui chiunque consumi metal può in un modo o nell’altro beneficiare.

Venus 5” è un disco che da un certo punto di vista rispetta una delle sue più importanti promesse: il fatto di essere stato affidato a quello che altrove ho chiamato il “Team B” in seno a Frontiers lo allontana – almeno in parte – da quel sound a stampo che abbiamo ascoltato così tante volte negli ultimi anni. Il lavoro di Lonobile sembra possedere una maggiore freschezza ed una capacità di variare registro che dona a questo tipo di produzioni una longevità più estesa: la pienezza del drumming di Alfonso Mocerino e gli arrangiamenti di Antonio Agate (“Bride With Blackened Eyes”), senza trascurare la presenza di ben tre chitarristi (compreso lo stesso Lonobile) assicurano la sostanza del disco, che in episodi come l’articolata “The Simulation” o la balladNothing But A Heartache” sfoggia una lodevole varietà dopo appena una manciata di minuti di ascolto. Per quanto costituisca una nota banale, dal momento che nessuna delle produzioni Frontiers pecca dal punto di vista tecnico, va comunque evidenziato che il bell’aspetto delle cinque cantanti nulla toglie alla loro capacità interpretativa, che risulta convincente in ogni occasione. Al contrario, la provenienza nordico/balcanica sembra apportare addirittura un qualcosa in più, un mistress touch che coincide con una femminilità autentica e tosta (“Tom And Ms Amy Lee”), esaltata in quegli episodi più sinfonici che tanto attingono da Within Temptation e Amaranthe. Rispetto ad alcune proposte maggiormente orientate al pop (penso sempre alle finlandesi Indica, che a me piacevano tanto), qui siamo su coordinate decisamente più metal, con un bilanciamento perfetto – ed ovviamente già sentito – tra la componente melodica e quella graffiante tipica del genere (“Because Of You”). Ed in ogni caso la leggerezza radiofonica ed isolata di “We Are Dynamite” e “Save You” rappresenta un piacevole diversivo che, intelligentemente posto nell’ultima parte della scaletta, conclude l’ascolto con un saluto liquido e romantico che vale come un saluto e tutto sommato ci sta.

Se ci si sofferma su tutte le energie investite nella produzione di “Venus 5”, compresi il perfetto amalgama dei cori e la cura dei più piccoli dettagli elettronici (“Monster Under Your Bed” viaggia col vento in poppa come un Lordi al femminile), si ha quasi il sospetto che prima ci si dimentica del suo peccato originale – ovvero la sua natura di girlband assemblata – e meglio è. Per quanto nessuno possa aspettarsi da questi progetti la coesione e la forza di un trascorso di strada e comune (e pure lo storytelling che racconta la band è piuttosto anonimo e povero di dettagli), la professionalità con la quale molti sono realizzati, mettendoci anche un po’ di arte e sentimento, li rendono dignitosamente contemporanei ed in un certo senso perfetti per molte delle occasioni. Se debitamente contestualizzate, le Venus 5 rappresentano una novità interessante che ben si presta ad un ulteriore sviluppo in termini di immagine, di racconto, di proiezione, di appeal e di comunicazione: l’aspetto musicale, quello è già ben delineato e partito col piede giusto.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Lioness 02. The Simulation 03. Nothing But A Heartache 04. Bride With Blackened Eyes 05. Monster Under Your Bed 06. Inside 07. Tom And Ms Amy Lee 08. Because Of You 09. We Are Dynamite 10. Save You 11. Bury Me
Sito Web: facebook.com/Venus5Music

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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