Venom – Recensione: Black Metal

Pochi dischi hanno avuto un peso storico maggiore di “Black Metal” dei Venom. Si deve a loro infatti lo spostamento verso l’estremo dell’intero movimento metal e non è troppo lontano dalla realtà dire che la band di Cronos ha dato un contributo fondamentale alla nascita di tre generi: thrash, black e death metal.

Di sicuro i Venom sono stati il primo grande fenomeno underground del hard & heavy, adorati da legioni di fan in tutto il mondo, nonostante una proposta musicale poco presentabile sui mass media e un immaginario troppo oltre anche per chi alle esagerazioni dell’heavy metal era ormai avvezzo.

Satana e rock’n’roll sono gli dei a cui pregano i nostri eroi, coprendosi di catene, vestiti di pelle e borchie; ma sono la musicalità grezza, incisa senza troppo badare alla qualità del suono e dell’esecuzione, e la voce rantolante di Cronos a creare quel distacco da ciò che si era usi ascoltare e che finì per far drizzare le orecchie a tanti giovani fan del metal che aspettavano il passo ulteriore nel tunnel dell’estremo.

Se in questo senso il debutto aveva già mostrato tutta la carica dirompente del gruppo, è proprio “Black Metal” a determinarne la consacrazione. Ogni canzone presente su questo disco è infatti a modo suo importante per definire le regole del genere. La title track è un vero inno che non ha bisogno di spiegazioni, mentre la caustiche “To Hell And Back” e “Raise The Dead” hanno tutta la malignità del black metal ante litteram a cui la band ha legato la propria immortalità.

L’orrore si concretizza poi con la narrazione in prima persona del sepolto vivo nella oscura “Buried Alive”, così come lo spirito scanzonato del più dissacrante rock’n’roll trova la sua incarnazione nella sguaiata “Teacher’s Pet”.

Impossibile poi dimenticare il tempo incalzante di una “Countess Bathory” che da solo basterebbe a giustificare con la sua atmosfera sulfurea la nascita di molte band estreme, tra cui ovviamente i seminali Bathory di Quorthon. Sono invece le tracce più veloci e caotiche, come “Heaven’s On Fire” o “Leave Me In Hell” ad anticipare tutta uno scuola di thrash e death metal che prenderà piede in tutto il mondo.

Veri ambasciatori dell’estremo i Venom sono una band imprescindibile, così come lo è “Black Metal”. A loro un capitolo nella Bibbia del metal non lo leverà nessuno, neanche tra mille anni.

Venom-black metal

Etichetta: Neat Records

Anno: 1982

Tracklist: 01. Black Metal 02. To Hell And Back 03. Buried Alive 04. Raise The Dead 05. Teacher's Pet 06. Leave Me In Hell 07. Sacrifice 08. Heaven's On Fire 09. Countess Bathory 10. Don't Burn The Witch 11. At War With Satan (Preview)
Sito Web: http://www.venomslegions.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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