Venom Prison – Recensione: “Erebos”

L’evoluzione di una band giovane si riconosce anche quando riesce a omaggiare i gruppi storici che nel principio li spinsero a suonare. Perché questa intro? Il nuovo album dei Venom Prison suona decisamente maturo prendendo finalmente una sua dimensione, regalando più di uno spunto verso gli Arch Enemy prima che diventassero quelli che sono ora (senza offesa per nessuno).

Riff davvero ottimi e melodici che toccano diversi generi, da un death-core contemporaneo a uno più death senza però scopiazzature evidenti. Che sia la volta buona che i gallesi si prendano qualche applauso mancato in passato?

Sarà anche una moda, ma Larissa Stupar alla voce ha il timbro calzante per le frequenze di questo nuovo disco, calandosi perfettamente tra le varie dinamiche di “Erebos” senza mai strafare, rimanendo quindi coerente e presente in ogni brano. Non ruba la scena ma tira a sé tutta la band che si fa sentire ancora di più grazie a lei.

Strutturalmente parlando, l’album è solido e scorre molto volentieri dall’inizio alla fine. Vero che i riferimenti svedesi sono molto accentuati, ma non sono mai scimmiottati, quindi fortunatamente il classico cliché melodeath rimane lontano dai Venom Prison, come anche l’etichetta deathcore che assolutamente scompare, se non in qualche piccolo break-down accennato.

Cambi di tempo, blast-beat, melodico, tecnico e anche in alcuni brani come per “Pain Of Oyzis” introspettivo e personale. Scott Atkins riesce a calarsi nelle infinite idee proposte della band donando quel sound unico e particolare durante il mixing, rendendo così i Venom Prison i più peculiari possibile.

10 brani per 49 minuti spaccati di musica sono il giusto risultato per una band che ha imbroccato l’esatta via di esecuzione, allontanandosi da stupide etichette che li avrebbero confinati troppo. “Erebos” sicuramente merita un ascolto da più parti del mondo del metal e personalmente lo reputo come nuovo inizio della band. Speriamo in un percorso ancora più incisivo: capacità e volontà ci sono quindi che sia lo slancio necessario a fare il passo decisivo in un futuro non troppo lontano.

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Born from Chaos 02. Judges of the Underworld 03. Nemesis 04. Comfort of Complicity 05. Pain of Oizys 06. Golden Apples of the Hesperides 07. Castigated in Steel and Concrete 08. Gorgon Sisters 09. Veil of Night 10. Technologies of Death
Sito Web: https://venomprison.com/

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