Varg – Recensione: Das Ende Aller Lügen

Si chiama “La Fine di Tutte Le Bugie” (“Das Ende Aller Lügen”) il nuovo album dei Varg, ed il titolo del loro nuovo disco rispecchia pienamente il carattere dell’album: un pugno di canzoni “vere” e pulsanti che alzano il livello di intensità della proposta della band bavarese. Folk Metal con spruzzate di death melodico, cori di facile presa e la sorpresa (forse non del tutto così grande visti alcuni temi sociali trattati dalla band) del celeberrimo discorso all’umanità di Charlie Chaplin in versione tedesca piazzato come intro al disco.

Spesso trattati con un pochino di sufficienza i tedeschi tornano dopo circa 3 anni dall’ultimo “Guten Tag”, e a distanza di qualche mese dal folle ep “Rotkappchen”, senza inventare niente di nuovo confermando però energia e determinazione. Buone le serrate “Wintersturm”, la catchy “Revolution” con il suo coro furbo e coinvolgente, l’incalzante “Acthung” perfetta per essere suonata dal vivo: questi alcuni degli ingredienti di una ricetta forse (anzi quasi sicuramente) un po’ troppo prevedibile ma sicuramente efficace.

Buona la produzione, che mette in risalto il lavoro delle chitarre e quello della batteria: scelte che permetteno di rendere ancora più coinvolgente le canzoni dei tedeschi.

Non un disco fondamentale quello dei Varg, però divertente da ascoltare per gli amanti del genere. Caciarone, festaiolo, in poche parole da vivere con intensità sotto un palco.

Varg-Das-Ende-aller-Lügen

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Der Große Diktator 02. Das Ende Aller Lügen 03. Revolution 04. Streyfzug 05. Achtung 06. Dunkelheit 07. Totentanz [feat. Anna Murphy] 08. Einherjer 09. Wintersturm 10. Ascheregen
Sito Web: www.varg.de

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per una agenzia di stampa, scavezzacollo munito di penna per i sodali del Club Alpino Italiano ed “untore” black-metal in radio. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 18 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login