Vanhelga – Recensione: Fredagsmys

Attivi dal 2001, gli svedesi Vanhelga tagliano il traguardo del quinto album in studio, nuovo tassello di una discografia in realtà piuttosto vasta, ricca principalmente di Ep e split. Una band black metal fuori dal coro, autrice di un’evoluzione costante eppure ben poco nota, i Vanhelga hanno fatto del dolore il loro credo e lo affrontano con un’ironia pungente (date un’occhiata alla pagina Facebook ufficiale).

Dicevamo, “Fredagsmys” è il nuovo tassello di una discografia che ha visto spostare sempre più il tiro verso il depressive rock, mantenendo stabile una matrice black che, attenzione, non viene edulcorata, semmai ammorbidita da un approccio sempre più malinconico e introspettivo. Così “Fredagsmys” diventa un viaggio nelle emozioni negative che il chitarrista/vocalist Jacob “145188” Ottosson e i compagni di avventura affrontano con un approccio caratterizzante.

L’ululato lacerante dello screamer guida le sorti dell’opener “Sömnparalys” un brano che sfiora i lidi del black metal più serrato e primitivo, sebbene alcuni rallentamenti diano al pezzo un tocco più ragionato. E’ però nella successiva “Psykotisk Självinsikt” che notiamo come la band voglia un approccio intraprendente, impostando i ritmi sul mid tempo e con un ampio utilizzo della chitarra acustica, che qui va a dipingere una parte melodica dal flavour epico, solenne e decadente. “Ensam Mot Alla” punta invece tutto sull’impatto, introducendo abbondanti parti di voce pulita e i synth.

Le soluzioni di cui parliamo sono certo ben conosciute, ma pur non nuove in senso assoluto, sono utilizzate dagli svedesi con sobrietà e rigore, dipingendo melodie toccanti e semplicemente belle. Quanto basta a rendere episodi come la plumbea “Keep The Window Closed”, “You Are Temporary” e “Fredagsmys”, dei caleidoscopi di emozioni negative, dove il timbro distintivo di Ottosson funge da collante a in episodi dal maggiore taglio atmosferico e squarciati dai passaggi dei synth e della chitarra acustica.

Che ha seguito le gesta dei compianti Lifelover e apprezza band come potrebbero essere gli Psychonaut 4, gli Hypothermia, I Joyless o gli stessi Shining, troverà la nuova creatura dei Vanhelga di sicuro interesse.

Voto recensore
7
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2018

Tracklist: 01. Sömnparalys 02. Psykotisk Självinsikt 03. Varde Mörker 04. Ensam Mot Alla 05. Förpassad Till Misär 06. Två Blir Ett 07. Keep The Window Closed 08. RIP (Relationship In Pieces) 09. Feels Like Breathing In Sulfur 10. You Are Temporary 11. Fredagsmys
Sito Web: http://vanhelga.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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