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Adrian Vandenberg – Recensione: Vandenberg’s MoonKings

Sono passati parecchi anni da quando i Whitesnake sbancavano le classifiche con album come “1987” e “Slip Of The Tongue”, ma per chi ha amato e ama l’hard rock più sanguigno e tradizionale una figura come quella di Adran Vandenberg non ha certo perso appeal. Poterlo riascoltare con un nuovo progetto come questi Vandenberg’s Moonkings, dopo la lunga pausa che il nostro si è preso per stare con la famiglia e coltivare la passione per la pittura (altra rotta verso cui si dirige l’indole artistica di Adrian), è in ogni caso un vero piacere, indipendentemente dalla qualità del prodotto finale.

Non avevamo enormi aspettative, e nemmeno molti dubbi, su quello che sarebbe potuto uscire dalla penna di un musicista che da sempre ha scelto di seguire un indirizzo stilistico ben preciso che lo porta ancora oggi, naturalmente, verso un sound che ricorda da vicino quanto già proposto in carriera con gli altri progetti a cui ha dato sostanza (Vandenberg, Whitesnake, Manic Eden) e che paga lo scontato tributo al classic rock degli anni settanta, Led Zeppelin in testa.

Manca, ed era anche qui scontato, la super produzione dei dischi milionari di una volta e la dimensione più intimista e calda del suono permette al mood di matrice blues di affiorare con maggior decisione, sia nei brani più rock ed elettrici, come “Lust And Lies” che nei momenti più cadenzati come “Close To You” (brano esattamente a metà tra Zeppelin e Whitesnake). Rimane comunque ben presente la voglia di spruzzare tutto con il grande gusto per la melodia che da sempre ha reso particolare lo stile di Vandenberg, nascono così sia brani dai cori soul, come “Good Thing” (e qui il paragone con i Thunder viene spontaneo), che ballate dal timbro romantico come “Out Of Reach” e la azzeccata e possibile hit “Breathing”.

Tutta la tracklist si compone di una miscela di questi elementi e, pur senza sfornare nulla di davvero superbo o sorprendente, non lascia comunque mai l’amaro in bocca, con ancora brani dalla presa quasi perfetta come “Line Of Fire”, “Nothing Touches” e “Feel It”. Unico momento che ci pare si potesse evitare è un’altra versione di “Sailing Ships” (già proposta con i Whitesnake, anche in forma acustica su “Starkers In Tokyo) messa comunque in chiusura e quindi diciamo da prendere come bonus track.

Il contorno non è quello della super band, ma non di meno i musicisti reclutati fanno il loro dovere e nulla appare fuori posto rispetto a quello che è lecito attendersi da chi si imbarca in un progetto come questo. Bella e calda la voce di Jan Hoving, ma anche convincente l’impasto ritmico preparato dalla coppia Sem Christoffel e Martin Nijen Es.

Un buon ritorno, senza grandi clamori o novità, ma comunque in grado di soddisfare le attese di chi in questi anni non ha dimenticato la passione vibrante che Vandenberg ha saputo trasmettere a tutti coloro che hanno ascoltato la sua musica.

Voto recensore
7
Etichetta: Mascot

Anno: 2014

Tracklist:

01. Lust And Lies
02. Close To You
03. Good Thing
04. Breathing
05. Steal Away
06. Line Of Fire
07. Out Of Reach
08. Feel It
09. Leave This Town
10. One Step Behind
11. Leeches
12. Nothing Touches
13. Sailing Ships (featuring David Coverdale)


Sito Web: https://www.facebook.com/moonkingsband

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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