Vandenberg – Recensione: 2020

Archiviati gli interessanti Moonkings, Adrian Vandenberg (storico partner di David Coverdale negli Whitesnake a cavallo tra gli anni ottanta ed i novanta) decide clamorosamente di tornare alle origini, all’hard rock classico e roccioso della sua band originale, appunto i Vandenberg, tre ottimi dischi,  l’omonimo debutto del 1982 (con l’hit single nelle classifiche americane, “Burning Heart”), “Heading For A Storm” (1983), “Alibi” (1985) e poi una ovvia eclissi dal 1987 causa “Serpente Bianco”, ed un riposo che si interrompe ora, dopo ben trentacinque anni, con questo quarto album, chiamato semplicemente “2020”.

 

 

Un nuovo inizio per il chitarrista olandese, aiutato dagli inserimenti del bassista Randy van der Elsen (Tank) e dal batterista Koen Herfst (Bobby Kimball, Epica e Doro), insieme alle apparizioni speciali delle quattro corde di Rudy Sarzo (Whitesnake, Ozzy Osbourne, Quiet Riot, Dio, Queensrÿche) e delle bacchette di Brian Tichy (Whitesnake, Ozzy Osbourne, Foreigner, Billy Idol). Dulcis in fundo, un nuovo singer incarnato dal “prezzemolino” cileno Ronnie Romero (Rainbow, Coreleoni, Lords Of Black), che ha accantonato la sua collaborazione con Leo Leoni per concentrarsi quasi esclusivamente su questa band, a cui evidentemente tiene in modo particolare.

 

 

Chiusa quindi la parentesi  Moonkings (più legati agli anni settanta, al blues, con un flavour quasi zeppeliniano unito ad un elemento più “moderno”), il ritorno all’hard rock classico di Adrian viene celebrato in pompa magna, grazie alla produzione del rinomato Bob Marlette (Black Sabbath, Alice Cooper, Marilyn Manson, Rob Zombie), che dona possanza e densità ad un suono che rimane attuale ma equilibrato tra gli Whitesnake più potenti ed i Rainbow meno barocchi, in cui la vocalità di Ronnie si erge spavalda e perfetto veicolo per i pezzi ben scritti da mister Vandenberg, come nella rude “Shout”, nella tagliente “Ride Like The Wind” oppure nella limpida melodia di “Let It Rain”, non c’è spazio per ballate strappalacrime nei nove inediti, e nel brillante rifacimento di “Burning Heart”.

“2020” non si sforza di offrire nuove sonorità o riffs originali, ma ricostruisce questa classicità con determinazione, intensità e grande energia, in un disco dove non c’è una nota che sia fuori posto, come un film di cui conosciamo già il finale ma che adoriamo rivedere all’infinito, per riassaporare ogni istante, volta per volta. Ed ogni ascolto ci dona una piccola nuova emozione. Bentornati Vandenberg!

Etichetta: Mascot Records

Anno: 2020

Tracklist: 1. Shadows Of The Night 2. Freight Train 3. Hell And High Water 4. Let It Rain 5. Ride Like The Wind 6. Shout 7. Shitstorm 8. Light Up The Sky 9. Burning Heart – 2020 10. Skyfall
Sito Web: http://vandenbergband.com/

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