Vanden Plas – Recensione: The Ghost Xperiment – Illumination

Se c’è un gruppo che da circa 20 anni non ha spostato di una virgola il proprio credo musicale rimanendo però credibile e collocandosi qualitativamente sempre in fascia medio alta, questi sono proprio i Vanden Plas.

Se infatti nei primi anni di carriera i nostri furono una piacevole sorpresa con quel blend di prog metal (ricordiamo ai più giovani che furono una delle prime risposte europee ai Dream Theater) e class hard rock, da “Christ 0” in poi hanno consolidato una formula che portano avanti ancora oggi con la seconda parte del progetto “The Ghost Xperiment” intitolata “Illumination”, formula un po’ meno interessante ed appiattita ma che riescono ad interpretare in maniera egregia. Quello che gioca un pizzico loro contro è che, a mio sindacabile parere, i Vanden Plas, non sono mai stati dei “mostri” in sede live; gran preparazione strumentale e belle composizioni ma troppo ingessati e poco empatici verso il pubblico nonostante un’intensa attività parallela a teatro dove hanno realizzato negli anni diversi spettacoli.

Tornando al nuovo album, nonostante il flagello Covid-19 che ci ha colpito abbia fatto posticipare le pubblicazioni di molti artisti, non è una sorpresa  ritrovarsi in mano, dopo solo un anno, un nuovo prodotto dei tedeschi visto che “Illumination” era stato concepito insieme alla prima parte (“Awakening”) la cui sceneggiatura  era rimasta in sospeso. Avevamo infatti lasciato il protagonista Gideon Grace all’incontro con i fantasmi che l’avevano perseguitato sin dall’infanzia… e proprio questi spiriti sono i protagonisti di questa seconda e conclusiva parte, con una rivelazione o meglio un colpo di scena che preferiamo farvi scoprire leggendo le liriche dell’album.

Musicalmente c’è un ritorno alle strutture abbastanza complesse del progetto precedente, “Chronicles Of The Immortals” (anch’esso suddiviso in due parti), che erano state asciugate su “Awakening” favorendo un approccio più diretto; il singolo “When The World Is Falling Down” fa da trait d’union con l’album precedente per un tipico pezzo diretto alla Vanden Plas mentre già da “Under The Horizon” ricompaiono partiture orchestrali e strutture più tradizionalmente prog senza perdere di vista il gusto per i refrain facilmente memorizzabili.

In generale “Illumination” ci sembra leggermente inferiore alla prima parte ma è innegabile come qui siano contenuti pezzi più ricercati come la bella “Black Waltz Death” e la minore immediatezza fa probabilmente scaturire giudizi ancora “sospesi”.

In alcune tracce (“Fatal Arcadia”) la voce di Andy Kuntz si fa eccessivamente lagnosa (ha sempre avuto questa tendenza) termometro che la sua prova vocale è stata migliore in altre occasioni mentre nonostante alcuni passaggi decisamente heavy grazie alla chitarra tipicamente anni ‘90 di Stephan Lill c’è una gran presenza delle tastiere di Günter Werno (come sull’epica e notevole “The Ouroboros”).

Nonostante il mio giudizio possa sembrare altalenante, non si può davvero chiedere di più ai Vanden Plas, band che in quasi trent’anni di carriera e undici album ufficiali (live esclusi) ha portato avanti imperterrita il proprio credo musicale con alcuni momenti egregi che rappresentano al meglio la loro ricetta europea di progressive metal teatrale, orchestrale ma anche linearmente hard and heavy… insomma niente di stravolgente ma una certezza verso la quale guardare con sicurezza.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. When The World Is Falling Down 02. Under The Horizon 03. Black Waltz Death 04. The Lonely Psychogon 05. Fatal Arcadia 06. The Ouroboros 07. Ghost Engineers 08. Krieg Kennt Keine Sieger (Bonus Track)
Sito Web: https://www.vandenplas.de

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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