Sigur Ros – Recensione: Valtari

Dopo l’uscita di “Með Suð í Eyrum Við Spilum Endalaust” nel 2008, il futuro dei Sigur Ros sembrava incentro. Le collaborazioni di Jonsì fuori dalla band madre e l’esplicita dichiarazione di aver avvertito la necessità di rivedere quel sound inconfondibile, lasciava pensare che sarebbe passato molto tempo prima di un nuovo capitolo, forse l’esistenza stessa della magica band sarebbe stata messa in discussione.

Invece eccoli di nuovo qui con “Valtari”, sesto album di inediti e nuova testimonianza degli islandesi. Chiariamo subito che “Valtari” è un album più che buono, eppure si avvertono alcuni piccoli nervi scoperti e si intuisce come la sua gestazione possa essere stata tormentata. “Valtari” segna infatti un cambiamento sotto alcuni punti di vista. Le sonorità dei Sigur Ros e la caratteristica voce che ne segna il tratto caratteristico principale sono sempre riconoscibili, ma notiamo come i nostri abbiano in effetti posto in essere una virata verso suoni più semplici e morbidi, con alcune concessioni al dream pop pur inserito nei risvolti ambient. Le tracce fanno registrare un incremento della natura strumentale attraverso ritmi fluidi e dilatati e un ricorso pressoché nullo ad accelerazioni. Poche variazioni ritmiche dunque, ma il riscontro emozionale è comunque assicurato. Benchè tenui, quasi dimessi, gli episodi di “Valtari” riescono a catturare l’attenzione e l’ascolto scorre fluido, dall’effetto del vecchio vinile gracchiante in ““Ekki Múkk”” alla straordinaria dolcezza della successiva “Varúð”, arrivando ai suoni protonoise e cangianti di “Varðeldur”.

Tutto scorre alla perfezione e l’unico neo di “Valtari” è fondamentalmente il fatto che non si tratta di un album di debutto, ma la nuova prova di un ensemble che abbiamo imparato ad amare grazie ad esiti differenti. Detto questo concludiamo osservando che le aspettative erano forse troppo alte: volevamo un nuovo capolavoro, invece ci dobbiamo “accontentare” di un album godibile, dai colori tenui e dotato di una maggiore orecchiabilità.

Voto recensore
7
Etichetta: Parlophone / EMI

Anno: 2012

Tracklist:

01. Ég Anda
02. Ekki Múkk
03. Varúð
04. Rembihnútur
05. Dauðalogn
06. Varðeldur
07. Valtari
08. Fjögur Píanó


Sito Web: www.sigur-ros.co.uk

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