Spock’s Beard – Recensione: V

L’esperienza dei Transatlantic ha giovato senza alcun dubbio al modo di comporre di Neal Morse il quale, fatto tesoro della lezione la mette al servizio degli Spock’s Beard. Il gruppo riprende le coordinate del precedente ‘Day For Night’ e le amplia sul versante progressive. Non per nulla, l’apertura affidata a ‘At The End Of The Day’ supera i quindici minuti di colori e suoni provenienti si dagli stessi Spock’s, andando però ad arricchirsi di tinte jazzate e di sterzate nel terriotrio caro ai Gentle Giant. Questi ultimi vengono omaggiati da una ‘ Thoughts (part II)’ letteralmente sognante e sorprendente, spinta nelle armonizzazioni vocali proprie dei genitori di ‘Acquiring The Taste’. Questo quinto album degli Spock’s Beard prosegue e si adagia su velluti, le canzoni suonano calde e mai monotone o digressive, anche nella più accessibile ‘Goodbye To Yesterday’, preludio alla monster tack ‘ The Great Nothing’, quasi mezz’ora da brivido, nella divisione calibrata dei sei movimenti che la compongono, fra sogni acustici, timide slide, improvvisi inserti elettronici, tasti d’avorio che tracciano ponti fra i diversi umori e ne fanno non solo la composizione più articolata del gruppo, ma anche una tra le migliori del loro repertorio. C’è molta acustica in ‘V’, c’è la sana dose di elettricità che diventa motore principale per il flusso di note che piacerebbe tantissimo sentire arrivare da certi ultimi Marillion, troppo impegnati a litigare con il pop a loro decisamente non congeniale. Per noi, il disco più bello targato Spock’s Beard, per tutti voi un ascolto obbligato.

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: At The End Of The Day
Revelation
Thoughts (part II)
All On A Sunday
Goodbye To Yesterday
The Great Nothing

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