Gothminister – Recensione: Utopia

A circa tre anni di distanza dal debole “Anima Inferna”, Bjørn Alexander Brem ripropone i suoi Gothminister con il nuovo album “Utopia”, che apprendiamo essere la colonna sonora di un concerto/film di genere horror (ma dai?) le cui varie edizioni prevedono l’accompagnamento a un DVD della sopraccitata pellicola. Per la cronaca, “Utopia” è anche un concept album che racconta la storia del protagonista, ovvero lo stesso Alex, tranquilla persona di giorno e sensualissimo goticone da manuale quando calano le tenebre. La minestra, come potevamo lecitamente aspettarci, è condita da tutti i luoghi comuni della sottocultura dark. Arrivederci e grazie. Seriamente, “Utopia” è superiore rispetto ad “Anima Inferna” (non che ci volesse molto), è reso con tutta la perizia tecnica del caso e prodotto nel migliore dei modi, con suoni puliti, enfatici e plastificati dove necessario, eppure non decolla fino in fondo. La formula è sempre quella, un gothic rock/metal barocco ma piuttosto innocente in termini di incisività, fatto di refrain ariosi quanto basta e pieno zeppo di ritrovati elettronici e sinfonici posti a creare gli immancabili momenti di romanticismo e melodia. Non c’è un’ombra di originalità dunque, ma al di là di questo l’album scorre piatto e monotono anche per la reale mancanza di composizioni vincenti. Soltanto la titletrack e la più aggressiva “Horrorshow” sembrano funzionare bene, il resto, pur inappuntabile dal punto di vista formale, si perde in soluzioni sentite in tutte le salse e melodie adolescenziali. E’ davvero troppo poco.

Voto recensore
5
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. The New Beginning
02. Someone Is After Me
03. Utopia
04. March
05. Horrorshow
06. Nightmare
07. Afterlife
08. Helldemon
09. All Alone
10. Purgatory
11. Eternal
12. Raise The Dead
13. Boogeyman


Sito Web: www.gothminister.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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