Usurpress – Recensione: The Regal Tribe

“The Regal Tribe” è il terzo album in studio degli svedesi Usurpress, four-piece di Uppsala a metà strada tra death e sludge metal, una miscela di musica estrema primitiva e fangosa ma niente affatto banale.

Band che si esprime in modo veloce e urgente, gli Usurpress padroneggiano una buonissima tecnica esecutiva che emerge in particolare nei tappeti di riff e nel solismo delle chitarre di Påhl Sundström (davvero efficaci i suoi fraseggi sinistri in “In The Shadow Of The New Gods”) e in una sezione ritmica solida e ricorsiva, composta da Daniel Ekeroth al basso e Matte Modin (ex-Dark Funeral) alla batteria. Tra i dialoghi degli strumenti si inserisce la voce potente di Stefan Pettersson, dotato di un growl profondo che aggiunge ulteriore fisicità alla proposta.

La scelta stilistica della band è quella di bilanciare parti veloci e prossime ai canoni dell’old school death/black a rallentamenti giocati sui tempi medi, dove tuttavia le concessioni alla melodia sono proprio poche, limitate ad alcune sfumature di atmosfera e all’interludio strumentale “The Halls Of Extinction”, dove le tastiere e gli arpeggi tessono una melodia disturbante che va diluendosi in un finale sfumato.

Esecuzioni solide accompagnate da questa necessità di arrivare al dunque senza soste inutili, come d’altronde suggerisce la prima parte del disco, dove le cinque canzoni sono legate l’una all’altra come se fossero un’unica lunga suite divisa in capitoli. Gli echi e i riverberi che caratterizzano il genere di appartenenza sono percepibili per tutto l’ascolto, ma la produzione affidata a Lawrence Mackrory (FKÜ, Darkane) predilige la pulizia dei suoni e valorizza la bontà delle esecuzioni.

Tra gli episodi che più ci convincono vogliamo citare “The Mortal Tribes”, un brano che parte in corsa per poi adagarsi sui lidi di un doom/death granitico e asfissiante che ricorda qualcosa degli Autopsy, “Behold The Forsaken”, giocato sui tempi medi e con la batteria di Matte Modin che sale sugli scudi e “The Sin That Is Mine”, dall’inconsueto groove e ricca di riferimenti a un thrash metal d’antan.

Tecnica inappuntabile, percepibile entusiasmo nel progetto e un songwriting competitivo sono elementi che, senza far gridare al miracolo, confermano gli Usurpress come una valida realtà di settore.

Usurpress - the regal tribe

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Beneath The Starless Skies 02. The One They Call The Usurpress 03. Across The Dying Plains 04. The Mortal Tribes 05. The Halls Of Extinction 06. Throwing The Gift Away 07. Behold The Forsaken 08. On A Bed Of Straw 09. The Sin That Is Mine 10. In The Shadow Of The New Gods
Sito Web: https://usurpress.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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