Uriah Heep – Recensione: Living The Dream

L’estate che volge ormai al termine ha portato la conferma che molte band di hard rock classico considerate come appartenenti al periodo Giurassico, almeno per quanto riguarda l’età anagrafica, hanno invece ancora moltissimo da dire. Ci sono i Deep Purple, gli Scorpions, e adesso arrivano anche gli Uriah Heep, che raggiungono il ragguardevole traguardo dell’album numero venticinque nella loro discografia e, ancora una volta, colpiscono il bersaglio al centro.
Tutto in questo disco fa pensare a un lavoro ispirato e corale, dai testi semplici ma che hanno messaggi importanti da trasmettere, a cominciare da quello contenuto nel titolo, e a musiche che riflettono lo stile caratteristico della band britannica, pur riuscendo a ricavare ogni volta elementi di differenza dai lavori precedenti. “Living The Dream” inizia molto bene con “Grazed By Heaven“, un pezzo dalla buona velocità con un intermezzo rallentato e un valido assolo ripartito equamente fra chitarra e tastiere, che invita a rendersi conto che esiste qualcosa di più oltre la realtà materiale, e invita a tenere in considerazione anche questo aspetto della nostra vita. La title track è un altro pezzo composito, formato da una prima parte lenta che si velocizza poco prima della metà grazie a una partte strumentale che mette in risalto ancora una volta la pulizia sonora e gli innumerevoli spunti prodotti da Mick Box. Il tema dell’onirico, del fiabesco, del guardare oltre la realtà, torna anche in “Falling Under Your Spell“, in cui si evidenzia, ancora una volta, il notevole gusto per le melodie che contraddistingue da sempre il sound degli Uriah Heep. “Rocks In The Road“, invece, invita a lasciarsi alle spalle i piccoli dolori del quotidiano, i momenti in cui sembra che il mondo ci stia franando addosso. Take Away My Soul” (il video ufficiale) ha un incedere un po’ più semplice rispetto ai pezzi precedenti, ma è comunque interessante; con “Knocking At My Door” si torna ad apprezzare quella parte più rock del sound della band, forte soprattutto della voce di Bernie Shaw, ormai tornato ad essere un aspetto caratteristico di ogni album. Non mancano poi gli episodi più distesi, i momenti in cui la tensione del rock si stempera in un’atmosfera più dolce, evidenti in “Waters Flowin’” e in “Dreams Of Yesteryear“, ancora una volta espressione della coralitò della band nelle sue parti vocali. Da non dimenticare, infine, le venature progressive su cui si tratteggia “It’s All Been Said“, semplicemente l’ultimo anello di una lunga catena di successi da parte di una band che, ci scommettiamo quello che volete, continuerà a far parlare bene di sè ancora a lungo.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2018

Tracklist: 01. Grazed By Heaven

02. Living The Dream

03. Take Away My Soul

04. Knocking At My Door

05. Rocks In The Road

06. Waters Flowin’

07. It’s All Been Said

08. Goodbye To Innocence

09. Falling Under Your Spell

10. Dreams Of Yesteryear

11. Take Away My Soul (alternate version) (bonus track; CD/DVD deluxe edition)
Sito Web: https://www.facebook.com/uriahheepofficial/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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