Diamond Dogs – Recensione: Up The Rock

Provate a immaginare che ieri sera il ragazzo o la ragazza che frequentavate da un po’, e con il quale di recente c’è stato anche qualcosa, vi abbia detto che in realtà non è innamorato di voi e che vuole solo divertirsi. Avete passato la sera ad ubriacarvi, tirare pugni contro il muro e a martellare i vostri amici con i vostri sfoghi su quanto faccia schifo la vita.

Ok, è la mattina dopo, e dovete scegliere: o continuare a vagare come anime perse perennemente imbronciate, o cercare di reagire. “Up The Rock” dei Diamond Dogs, band nata per stessa ammissione dei suoi membri per puro divertimento, non vi farà dimenticare la delusione, ma perlomeno vi potrà dare una spinta in più per alleggerire il peso dei vostri pensieri.

Questo disco è infatti un concentrato di vitalità e di allegria, oltre che un prodotto originale, dove un buon hard rock dai toni allegri e vivace viene rafforzato dall’uso di strumenti anomali, il piano e soprattutto il sax, oltre ad un larghissimo uso dei cori. L’allegria e la vivacità sono elementi costanti che ritornano anche nei testi dei singoli brani. ‘We May Not Have Tomorrow (But We Still Have Tonight’, ad esempio, è un caldo invito a non sprecare nessuna delle occasioni che la vita ci propone, a vivere ogni istante come se fosse l’ultimo. Lo stesso concetto è ripreso anche in ‘Acting Singles’, al quale si associa anche l’importanza di vivere coerentemente, essendo sempre se stessi e non badando ai giudizi altrui.

Dal punto di vista musicale, si può dire che tutti i brani meritino, per la loro considerevole varietà, la stessa dose di attenzione, anche perché spesso gli arrangiamenti sono piuttosto complessi. Ad ogni modo, si consiglia di prestare maggiore attenzione a ‘Closest I Ever Been To Memphis’ e a ‘You Get Nothing On Me’, uno dei brani in cui tra l’altro il sax è messo maggiormente in risalto. Oltre al CD completo, esiste anche un singolo, che contiene una versione accorciata di ‘Generation Upstart’, altro brano molto vivace, e la velocissima ‘Soul Surrender’, in cui compare invece l’armonica a bocca.

Il tono generale è smorzato solo da due brani; ‘Where Are You Tonight’ è resa malinconica dal largo uso della chitarra acustica, ma tutto sommato è un sentimento che si sopporta. È più curioso invece il caso di ‘Make It To The Shore’, dove una musica vivace, che dal rock sconfina quasi nel folk, si accosta a un testo che sembra parlare dell’imminente passaggio dalla vita alla morte, visto non come un trauma ma come un piacevole passaggio. Si tratta forse di una chiusura un po’ strana, ma in linea con la filosofia di vita il più possibile libera da preoccupazioni proposta dai Diamond Dogs. A fine ascolto siete quasi pronti per mandare a quel paese la tipa che vi ha devastato ieri sera.

Voto recensore
7
Etichetta: Smilodon / Andromeda

Anno: 2006

Tracklist:

01. Generation Upstart
02. We May Not Have Tomorrow (But We Still Have Tonight)
03. Down The Alley Again
04. Acting Singles
05. Turning A Shack Into A Chapel
06. Where Are You Tonight
07. Closest I Ever Been To Memphis
08. You Get Nothing On Me
09. Come Easy Come Slow
10. Put Your Hands Together


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