Con il settimo album, questo “Unseen” che abbiamo tra le mani, i The Haunted ritornano sulla scena, più “groovosi” e massicci che mai.
La band svedese mette su un platter, composto di dodici canzoni, che più che alla corrente del death melodico, si potrebbe accomunare (a tratti) al nu metal americano a causa della moltitudine di riff e ritmiche più melliflue e “rotonde” che mai.
Certo, la componente death rimane forte e presente, ma il divenire del combo svedese si nota, eccome. E, infatti, ecco che canzoni come “No Ghost” e la title-track “Unseen”, con il loro incedere pieno di groove, fanno da perfetto contraltare a composizioni come “Motionless” o “Them”, decisamente più consone alle sonorità svedesi.
Un album vario, dunque, questo “Unseen”, che riesce a coniugare in maniera disarmantemente facile la tradizione con l’innovazione, il death svedese con sonorità più americane o più tendenti al thrash.
Ancora una volta, dalla penisola scandinava, arriva una riprova, a sostegno della teoria che, da un po’ di anni a questa parte, nel rock e nel metal, “Swedish do it better”.











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