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Unreal Terror – Recensione: The New Chapter

Bentornati Unreal Terror, anche perché 30 anni non son pochi. 31 a dirla tutta, ma per il 75% della line up originaria il tempo sembra non essere passato. Luciano Palermi alla voce, Enio Nicolini al basso e Silvio “spaccalegna” Canzano alla batteria sono la radice profonda della band di Pescara, che ritorna con “The New Chapter”.

Un tuffo nel passato, ritorno alle origini della passione metallica tricolore che sceglie di non abbandonare la “lotta” per rimettersi in gioco nel 21° secolo. Ed è un bel giocare, perché si parte subito con il mid-tempo “Ordinary King”, che graffia con una melodia convincente. Un suono volutamente retrò, con le chitarre a tessere trame anni ’80 (avevate dubbi a riguardo? Nda.) ed una passione che miscela hard rock e spruzzate di n.w.o.b.h.m. . Dal piglio decisamente Queensryche “Time Bomb”, scelta anche per “presentare” il disco dopo lo stop.

“All This Time” schizza via come una scheggia, divertente e poco più. “The Fall” è invece più intensa, con quel certo non-so-che che sembra provenire dai bei tempi della musica di De Garmo e Tate. Una canzone davvero intensa, con un buonissimo chorus perfetto per essere urlato dal pubblico in sede live.

“The Thread” parte quasi ricordando i Metal Church, ma poi esplode in una canzone carica di groove e dalla fortissima impronta hard. Bello il chorus, sofferto e drammatico. Pedale dell’acceleratore a fondo corsa per “One More Chance”, canzone divertente e trascinante con un ottimo Palermi a guidare l’ascoltatore.

Con “Trickles Of Mind” si cambia decisamente scenario, complice una certa oscurità di fondo della trama musicale, ma si rimane nonostante tutto fortemente ancorati al metal anni ’80. Delude un pochino “It’s the Shadow” che sembra miscelare troppe influenze e troppi “umori” diversi in una canzone unica.

Ma è solo una sensazione passeggera perchè ecco arrivare “Lost Cause”: autentico gioiello di “semplicità” che piace, coinvolge e diverte. Molto teso il riff  che accompagna l’incedere di una canzone davvero battagliera. Perfetta per i live. Chiusura con “Western Skies”, ed anche questo caso siamo davvero su territori sonori molto buoni.

Concreto, positivo e non solamente un “ritorno ai bei tempi che furono”. Quello degli Unreal Terror ci auguriamo sia un primo passo verso il prossimo capitolo discografico nel giro di breve tempo….

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Jolly Rogers Records

Anno: 2017

Tracklist: 1. Ordinary King 2. Time Bomb 3. All This Time 4. Fall 5. The Thread 6. One More Chance 7. Trickles of Time 8. It’s the Shadow 9. Lost Cause 10. Western Skies
Sito Web: https://www.facebook.com/unrealterrorband/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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