Psycho Choke – Recensione: Unraveling Chaos

Dalla Grecia con furore, potremmo dire. I Psycho Choke, con il loro metalcore che si presenta come “figlio” di band come Killswitch Engage, talvolta influenzato da Soulfly, Sepultura, System Of A Down e compagnia bella, ci offrono un quarto disco in studio di dieci tracce veramente molto piacevole ed intenso. Al Roy riesce, grazie alle sue doti canore non troppo rilevanti ma ottimamente sfruttate in questo caso (assomiglia molto a Brandon Boyd degli Incubus, nei clean vocals), a non calare di tensione per tutta la durata del disco. Pezzi come “Get Down”, un inno ricco di groove pomposo, condito da un ritornello facilmente assimilabile, quindi molto orecchiabile, “Streetwise (Caramba)” (un incrocio tra Limp Bizkit e Incubus, tutto in chiave metalcore, si intende), “Fire In The Hole” e “Dummy” sono davvero perfetti, strutturati bene, suonati altrettanto. Originalità ed imprevedibilità per chi è fan del genere, piacevole inizio per chi non ha mai osato addentrarsi dentro i boschi del genere. Piccola nota: “Death By Words” comincia con un intro vagamente grunge, simile ai Nirvana. La terra delle olive “spreme” un’ottima band, per un ottimo disco.

Voto recensore
7
Etichetta: 7Hard Records

Anno: 2010

Tracklist: 01. Intro
02. Freedom In A Bottle Of Scotch
03. Get Down
04. Death By Words
05. Streetwise (Caramba)
06. Obey
07. Swamp
08. Fire In The Hole
09. Dummy
10. Outro

Sito Web: http://www.psychochoke.com

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