Altaria – Recensione: Unholy

Sono trascorsi due anni dall’ultima volta in cui avevamo sentito parlare dei finlandesi Altaria, per l’esattezza l’occasione era la pubblicazione di “Divine Invitation”, primo e finora unico best of del gruppo. Era tempo, quindi che gli Altaria realizzassero qualcosa di nuovo, e per fortuna i risultati ottenuti sono ben interessanti. Scompaiono quasi del tutto, ad esempio, le influenze ottantiane che caratterizzavano ancora alcuni pezzi degli anni precedenti, e la band si stabilizza su un classic metal più personale, che a volte sconfina nel power e a volte nell’epic metal (soprattutto per l’imponente utilizzo dei cori e per la raffinata forza delle linee di chitarra). Questo miscuglio di generi è comunque piacevole nella sua globalità, anche se certi temi ricorrenti (fuoco, fiamme, potere, potenza e lotta contro le menti corrotte) sono più che abusati. In questo contesto però, dato il genere, sono idee più che adatte e si prestano ad essere sviscerate in ogni loro dettaglio. Inoltre, nonostante la band concentri le proprie forze su brani dall’incedere robusto e fieramente potente, anche “The Lake”, immancabile brano acustico dal testo molto interessante, non sembra messo lì per caso e anzi attrae l’attenzione al pari degli altri pezzi. Mettendo quindi da parte i riferimenti ai guardiani dell’acciaio, alle urla di rabbia e ai ripetuti inviti a spiegare le proprie ali, cose sentite fin troppe volte, il risultato finale è un percepibile ed incoraggiante passo in avanti nella storia, ormai abbastanza lunga, di questo gruppo.

Voto recensore
6
Etichetta: Escape Music / Frontiers

Anno: 2009

Tracklist:

1) Alterior Motive
2) Warrior
3) Unholy Invasion
4) Pride Desire
5) The Lake
6) Danger Zone
7) Steal Your Thunder
8)Wind Beneath My Wings
9) We Own The Fire
10) Ready
11) Never Wonder Why
12) Underdog


Sito Web: http://www.altarmusic.com

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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