We Came As Romans – Recensione: Understanding What We’Ve Grown To Be (Deluxe Edition)

I We Came As Romans sono tra i nuovi alfieri del metalcore: nonostante la giovane età e solo due album pubblicati si sono già guadagnati un posto da headliner allo scorso “Impericon Never Say Die! Tour”, importante festival itinerante “di settore”. “Understanding What We’Ve Grown To Be”, loro seconda release che ha rappresentato il disco della consacrazione, è uscito per la prima volta nel 2011. Questa Deluxe Edition altro non è che una riedizione di quell’album, impreziosita da tre nuove canzoni poste subito in apertura.

Si comincia dunque con l’inedita “Hope” e si ha subito un’idea della cifra stilistica dei nostri: uso sapiente dell’elettronica, cantato sporco ma non troppo (il growl del chitarrista David Stephens, che si alterna al pulito del tastierista Kyle Pavone, non è certo paragonabile a quello di un deathster “professionista”) e cori e ritornelli studiati per stamparsi immediatamente in testa. Questo pezzo “à la Linkin Park” sarà ruffiano e costruito finché si vuole: bisogna però ammettere che funziona e risulta non poco gradevole. La formula vincente viene ripetuta con le successive, sempre nuove, “The King Of Silence” e “Let These Words Last Forever”: i We Came As Romans non si sono certo posti l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del metal con la loro musica, ma ci regalano un altro paio di brani piacevoli e ben confezionati.

Si ritorna a questo punto alla versione originale dell’album e si cambia decisamente tenore. Con “Mis//Understanding” il suono si indurisce, le chitarre balzano finalmente in primo piano e il growl di Stephens si fa più calcato. La proposta dei nostri è ora più simile a quella degli ultimi In Flames, ma la sorpresa iniziale dura giusto un paio di canzoni, lasciando presto spazio alla noia. “Understanding What We’Ve Grown To Be” prosegue infatti sui medesimi binari fino al termine, sprofondando nella monotonia. L’ultimo sussulto arriva proprio in chiusura, quando la title track ci offre un ormai insperato momento di coinvolgimento grazie ad un attacco tirato e ad un appassionante coro finale. Questi sei ragazzi del Michigan mostrano dunque buoni spunti, ma di strada devono farne ancora tanta prima di poter ottenere consensi anche al di fuori del circuito metalcore.

Ai detrattori del genere, insomma, possiamo senza dubbio dire che non sarà certo “Understanding What We’Ve Grown To Be” il disco che farà cambiar loro idea sulla proposta musicale in questione. Gli appassionati di questo tipo di sonorità troveranno invece pane per i loro denti e possono tranquillamente aggiungere un punto al voto di recensione. Ultima nota per i fan della band che hanno già acquistato l’album nella sua prima versione: sappiamo quanto sia sgradevole dover ricomprare un disco già posseduto, specialmente a poco tempo di distanza dalla sua uscita, ma non possiamo negare che i tre nuovi pezzi siano di un livello qualitativo pari, se non superiore, al resto dell’album e gli conferiscano un po’ di varietà; a voi la scelta sul da farsi!

Voto recensore
6
Etichetta: Equal Vision



Tracklist:

01. Hope (previously unreleased track)
02. The King Of Silence (previously unreleased track)
03. Let These Words Last Forever (previously unreleased track)
04. Mis//Understanding
05. Everything As Planned
06. What I Wished I Never Had
07. Cast The First Stone
08. The Way That We Have Been
09. A War Inside
10. Stay Inspired
11. Just Keep Breathing
12. Views That Never Cease, To Keep Me From Myself
13. What My Heart Held
14. I Can't Make Your Decisions For You
15. Understanding What We'Ve Grown To Be


Sito Web: www.wecameasromans.com

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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