Moonspell – Recensione: Under Satanae

Era nell’aria…Avevamo lasciato i Moonspell con ‘Memorial’, un album che manifestava la volontà di spezzare le atmosfere gotiche e moderne del periodo mediano dei portoghesi per tornare parzialmente ai lidi del black metal melodico di cui Fernando Ribeiro e soci sono stati pionieri nell’area mediterranea.

Non stupisce dunque che i Moonspell, a distanza di un solo anno dall’ultima release, decidano di dare alle stampe non un album propriamente nuovo, bensì una rivisitazione dei brani risalenti ai primi anni novanta, quando la band, forte di pseudonimi e look poco raccomandabile, provava ancora una certa simpatia per il Diavolo. ‘Under Satanae’ ripropone le tracce contenute nel demo ‘Anno Satanae’ (1993), quelle dell’EP di esordio ‘Under The Moonspell’ e il “quasi inedito” ‘Serpent Angel’, che i portoghesi registrarono nel 1992 con il monicker Morbid God.

Un viaggio a ritroso che comincia con le atmosfere sensuali e sognanti di ‘Under The Moonspell’, pregevole esempio di black metal d’avanguardia in cui emergono i magnifici intarsi folk sui quali la band costruì il proprio sound, già forte tra l’altro di un background lirico colto e fuori dagli schemi. I tre brani successivi, comparsi su ‘Anno Satanae’, sono memori di un black metal più crudo e senza troppi indugi melodici, ma capace di regalare emozioni grazie alle sue atmosfere epiche, a tratti ipnotiche. Da segnalare come nelle nuovi vesti le tre canzoni siano pregiate da un maggiore apporto delle tastiere, forse troppo inusuali per l’epoca, ma oggi ottime per donare al tutto una maggiore versatilità. ‘Serpent Angel’ contiene invece tutta la rabbia che un tempo avevano i nostri. Episodio un po’ ingenuo e trascurabile se paragonato a ciò che arrivò dopo, ma a modo suo fondamentale per capire in quale modo cominciò il cammino del combo iberico.

I brani del passato sono stati reinterpretati alla luce di una nuova esperienza e delle solide doti della line-up attuale, tuttavia, aspetto per noi positivo, la band ha preferito non trasformare in modo sostanziale quelle atmosfere così uniche e particolari. L’unica differenza ben percepibile è la voce di Fernando Ribeiro, naturalmente più interpretativa e volta al suo emozionante tono profondo e pulito. Un platter che non deve mancare nella collezione dei fan.

Etichetta: SPV / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist: 01.Halla Alle Halla Al Rabka Halla (Praeludium/Incantatum Solistitium)
02.Tenebrarum Oratorium (Andamento I/Erudit Compendyum)
03.Interludium Incantatum
04. Tenebrarum Oratorium (Andamento II/Erotic Compendyum)
05.Opus Diabolicum (Andamento III/Instrumental Compendyum)
06.Chorai Lusitania! (Epilogus/Incantatam Maresia)
07.Goat On Fire
08.Ancient Winter Madness
09.Wolves From The Fog
10.Serpent Angel

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