Primal Fear – Recensione: Unbreakable

Avanti così, nel segno del metallo. I Primal Fear arrivano al traguardo del nono album con “Unbreakable”, pulsante concentrato di heavy metal purissimo, con venature power e refrain rocciosi e melodici. La band di Ralf Scheepers, nonostante segua da tempo schemi predefiniti, è una certezza per gli amanti del genere. Disco dopo disco ha consolidato uno zoccolo duro di fan, che, nati e cresciuti con le canzoni di Judas, Accept ed Helloween nelle orecchie, si sono affezionati in modo del tutto naturale alla musica dei Primal Fear.

Mat Sinner e soci non accettano compromessi, né le vie di mezzo. “Unbreakable” trasuda heavy metal dall’intro fino alla song numero tredici, non c’è spazio per i fronzoli né per le sbrodolate strumentali, qui si schiaccia il tasto play e si comincia a scuotere la testa fin dall’opener “Strike”, martellante con la sua doppiacassa. Il disco scorre via dritto, tra brani in piena faccia e più brevi, fino all’inno “Metal Nation”, quasi epica e con uno Scheepers sugli scudi. Il vecchio Ralf non perde colpi durante tutto il platter, anzi, dimostra di essere uno dei frontman più versatili, ma soprattutto efficaci ed adatti al genere, con il suo timbro possente, altissimo, ma mai in difficoltà anche sui passaggi tirati. Anche gli altri membri della band non hanno nulla da imparare, dopo tanto fieno messo in cascina in tutti questi anni, così l’esperienza del chitarrista Magnus Karlsson (mastrermind del progetto Allen / Lande) viene in soccorso dei compagni in fase di arrangiamento, come nell’articolata e sinfonica “Where Angels Die”. I nostri riprovano a giocare la carta della power ballad, in “Born Again”, ma sembra quasi una forzatura e si è tentati di skippare il cd e tornare alla terremotate title track, che con il suo ritornello sparatissimo, conquista la palma di miglior song del cd.

“Unbreakable” è il disco che ci saremmo aspettati dai Primal Fear, nulla di più nulla di meno. Lasciando perdere il discorso della mancanza di originalità, non possiamo negare di avere tra le mani un album che ci farà divertire parecchio, suonato e prodotto in maniera impeccabile. Peccato per un paio di song di troppo, che allungano soltanto la minestra, ma di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Ma l’aquila di metallo dei Primal Fear continua a volare.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Frontiers Records / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

1. Unbreakable (Part 1) 01:40 (intro)
2. Strike 04:48
3. Give 'Em Hell 03:12
4. Bad Guys Wear Black 03:38
5. And There Was Silence 05:24
6. Metal Nation 05:22
7. Where Angels Die 08:26
8. Unbreakable (Part 2) 06:18
9. Marching Again 05:52
10. Born Again 04:58
11. Blaze of Glory 04:04
12. Conviction 03:57
13. Night of the Jumps 03:57


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