Kuolemanlaakso – Recensione: Ulja Uusi Maailma

I Kuolemanlaakso nascono come progetto solista del chitarrista degli industrial/black metallers Chaosweaver, per l’appunto Laakso, che in occasione dell’opera prima a sé stesso dedicata, propone un sound più classico, una sorta di trait d’union tra doom metal (la componente principale), risvolti black/death e alcune incursioni nel folk. L’album, dal titolo “Ulja Uusi Maailma”, alterna con giustezza momenti dove le esecuzioni sono lente e rarefatte ad alcune accelerazioni, irrorando il tutto con ampie dose di melodia tessute dalle tastiere e dalla chitarra acustica. L’album mantiene costante una certa essenza epica, soprattutto nell’uso dei cori e delle citate tastiere, che talvolta si ritagliano dei cammei piuttosto ampi. Tutto è dunque perfetto da un punto di vista esecutivo e di certo ai nostri non mancano le doti necessarie. Ancora una volta però, senza nasconderci dietro all’altarino della mancanza di originalità, dobbiamo constatare come il primo capitolo della creatura di Laakso sia esempio lampante di un album a cui non manca la forma ma avaro di contenuti. Pur buoni se presi singolarmente, i pezzi si trascinano con sporadiche punte di noia, affossandosi in alcuni momenti ripetitivi. Non mancano delle variazioni sui generis tese a creare una maggiore dinamicità (citiamo “Roihusydän” un brano completamente di musica etnico/tribale), ma nel complesso il lavoro non decolla fino in fondo. Arriviamo a una sufficienza stiracchiata poiché la bontà formale è dalla loro e altrettanto lo sono le potenzialità. “Ulja Uusi Maailma” resta però un platter altalenante, che non entusiasma in tutta la sua durata.

Voto recensore
6
Etichetta: Svart Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Minä Elän
02. Kuun Lapset
03. Nostos & Algos
04. Roihusydän
05. Etsin
06. Ikiuni
07. Uljas Uusi Maailma
08. Aurinko


Sito Web: https://www.facebook.com/kuolemanlaakso

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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