Ufomammut – Recensione: 8

Ufomammut. Una garanzia. Suoni pesanti come schiacciasassi che anche stavolta in questo nuovo “8” riescono ad ammaliare e a soverchiare completamente durante e dopo l’ascolto, procurando sensazioni che si riflettono veramente sul corpo e sulla percezione di sè stessi nello spazio; Urlo (basso, voce, effetti, synth), Poia (chitarre, effetti) e Vita (batteria) riescono nuovamente nel propro intento, travolgere con la carica di un pachiderma lanciato ed immergere in atmosfere provenienti da mondi lontani, antichi ma anche di altri pianeti.

La partenza con “Babel” è raggelante, con voci lontane che si ergono fra effetti e calano tutto subito in un clima ipnotico, nello sludge/doom del gruppo che procede con “Warsheep”, guidata da un basso schiacciasassi, oscuro e pesantissimo, con una componente tribale accentuata che viene squarciata a metà brano da una chitarra slabbrata che apre la strada ad una progressione armonica che sfocia in un loop vocale finale. Il titolo di questo CD rappresenta il numero di canzoni presenti ma anche, ruotato opportunamente, il simbolo dell’infinito, ciò al quale sembrano tendere queste tracce nella loro circolarità esasperata e nel loro slancio: il rischio di perdersi in questo labirinto di suoni ed atmosfere è altissimo, (e delizioso) fino a perdere ogni orientamento, come nella scattante “Zodiac”, con la sua nota di piano ripetitiva che diventa una lancinante chitarra e si chiude con una coda spaziale di batteria marziale immersa in suoni liquidi che preannuncia una reprise carica di elettricità.

Le sincopi di “Fatum”, che si assestano per diventare un vero e proprio mostro dalle influenze stoner, e la più agile “Prismaze” che forse è più accessibile nella parte centrale prima di subire un’impennata che ne fa mutare il mood, costituiscono la parte centrale di questo immenso vortice nero chiamato “8”, dove gli Ufomammut riescono a modulare le frequenze come in “Core”, dall’inizio fatto di sospensioni per poi diventare una corsa lanciata su binari di follia; “Womdemonium” catapulta in un mondo doom, oscuro e tenebroso, prima della finale “Psyrcle”, vero e proprio sogno psichedelico, un riverbero nel deserto dagli effluvi mediorientali.

Un opera in grado di trascinare e coinvolgere dalla prima all’ultima nota, perfettamente calibrata e dall’alto potere immaginifico: gli Ufomammut si riconfermano come una grande realtà, splendidamente italiana.

Voto recensore
8
Etichetta: Neurot Recordings

Anno: 2017

Tracklist: 01. Babel 02. Warsheep 03. Zodiac 04. Fatum 05. Prismaze 06. Core 07. Womdemonium 08. Psyrcle
Sito Web: http://www.ufomammut.com/

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