Tytus – Recensione: Rain After Drought

Arrivano all’importante traguardo del secondo album i Tytus, band che mette assieme alcuni veterani della scena metal e hard rock triestina proponendo un sound fortemente imparentato con i primi Metallica, con i Megadeth e con la NWOBHM, cui aggiunge il tocco personale di una vena melodica particolarmente spiccata. Un’operazione non particolarmente originale, forse, ma riuscita grazie alle buone doti compositive, nonché – fattore non secondario per una release nostrana – ad una produzione che trova il giusto equilibrio fra una certa ruvidità e la precisione dei suoni, importante per far risaltare adeguatamente il grande talento dei musicisti, su tutti i chitarristi Ilja Riffmeister e Mark Simon Hell, capaci di grande creatività pur all’interno di territori tutto sommato ben definiti, calcati e ricalcati sul globo da trentacinque anni a questa parte.

“Rain After Drought” è un deciso passo avanti rispetto al debutto “Rises” del 2016: pezzi più incisivi, arrangiamenti più ricchi, maggior profondità e diverse sfaccettature che emergono ascolto dopo ascolto. L’incipit di “Disobey” è un esplicito rimando i fasti della NWOBHM, prima che il ritmo si alzi e le coordinate stilistiche si spostino più verso il thrash: è un’alternanza, questa, che come già detto caratterizza la proposta musicale dei Tytus e consente all’album di procedere a ritmo decisamente sostenuto. Merito anche dell’affiatamento della sezione ritmica composta dal bassista/cantante Markey Moon e dal batterista Frank Bardy. Al senso di minaccia che pervade “The Invisible” fanno da contraltare i cambi di tempo e le aperture dell’eccellente “Death Tones”. Pezzi più diretti come “The Storm That Kill Us All” o la furiosa “The Dark Wave” aggiungono a “Rain After Drought” la preziosa dote della varietà, rispecchiata pure nell’articolata e suggestiva prima parte strumentale della title track. L’album si perde un po’ nel finale, ma nel complesso il giudizio è più che positivo e mostra come anche dalle nostre parti si possano riproporre certe sonorità con passione e capacità tecniche al di sopra della media, mantenendo il respiro underground senza per questo rinunciare a farsi apprezzare da un pubblico più vasto.

Voto recensore
7
Etichetta: Fighter Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Disobey 02. The Invisible 03. The Storm That Kill Us All 04. Our Time is Now 05. The Dark Wave 06. Death Throes 07. Rain After Drought – pt.1 08. Rain After Drought – pt.2 09. Move On Over 10. A Desolate Shell of a Man
Sito Web: https://www.facebook.com/TYTUSBAND/

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