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Type O Negative – Recensione: Bloody Kisses

Poche band sono entrate nell’immaginario collettivo dell’universo gothic come i Type O Negative, capitanati dal tenebroso quanto compianto Peter Steele.
E “Bloody Kisses”, terzo disco pubblicato dalla band nel 1993, incarna al meglio le caratteristiche principali del metal gotico in stile Type O Negative: sensuale, intrigante, oscuro.

Il disco si apre con un passaggio di alcuni secondi in cui si sente la voce di una donna chiaramente nel mezzo di un rapporto sessuale, in un crescendo che è il perfetto preludio a “Christian Woman”, uno dei brani più famosi della band e noto per il suo testo ad alto tasso di blasfemia, perfettamente e magnificamente sul filo del rasoio del doppio senso. Il tutto accompagnato da una melodia languida, accarezzata dalla profondissima voce del buon Pete Steele (e come dimenticare il famoso verso “Jesus Christ looks like me”?).
Ma se “Bloody Kisses” si apre col botto, la traccia più rappresentativa dell’intero disco è senza dubbio “Black No. 1 (Little Miss Scare-All)”, uno dei più grandi successi dei Type O Negative e fonte di ispirazione per tutta una serie di gruppi che, negli anni successivi, hanno cavalcato l’onda nera del gothic rock.
La canzone è intrisa di luoghi comuni sulla subcultura gotica e la fascinazione, soprattutto femminile, per le tematiche dell’eros e thanathos, del vampirismo, dell’attrazione per il male.

Ma “Bloody Kisses” è ben più che un album creato per attrarre schiere di fedeli al seguito del frontman della band, e viaggia sempre sul binario dell’autoironia, del non prendersi mai davvero sul serio, con una buona componente di satira incarnata da brani come “Kill All The White People” e “We Hate Everyone”, nate in risposta alle accuse di razzismo rivolte ai Type O Negative.

Inutile citare le perle che costellano il disco, anche se è doverosa una menzione della title track “Bloody Kisses (A Death in the Family)” e della bellissima “Blood & Fire”, perchè il vero merito di questo album sta nell’aver creato una vera e propria cosmogonia che in pochi sono stati in grado di cogliere appieno, al di là di pizzi, merletti, crinoline e trucco pesante.
Sotto il cielo dei primi anni ’90 si affermava la stella dei Type O Negative, spentasi forse troppo presto.

Voto recensore
-
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 1993

Tracklist: Tracklist - 01."Machine Screw" 02."Christian Woman" 03."Black No. 1 (Little Miss Scare-All)" 04."Fay Wray Come Out and Play" 05."Kill All the White People" 06."Summer Breeze" (Jim Seals, Dash Crofts; originally by Seals and Crofts) 07."Set Me on Fire" 08."Dark Side of the Womb" 09."We Hate Everyone" 10."Bloody Kisses (A Death in the Family)" 11."3.0.I.F." 12."Too Late: Frozen" 13."Blood & Fire" 14."Can't Lose You"

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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