Tusmørke – Recensione: Hinsides

Svart Records licenzia “Hinsides”, quarto album dei norvegesi Tusmørke. La band (piuttosto nota in madrepatria, dove ha ricevuto una nomination per il Grammy come miglior gruppo rock), propone una personale rilettura del sound degli ’60 e ’70 attraversi i dettami del progressive/psychedelic folk rock, con riferimenti a The Doors, Jethro Tull, Pink Floyd e Black Widow, richiami distinguibili durante l’ascolto dell’album.

Prerogativa del gruppo è quella di aver adottato un look tra la storico e il fiabesco che ben si accompagna alle liriche di carattere occulto e leggendario, dedicate sia ai miti della terra natia che di altri paesi, dai fiordi alle piramidi dell’antico Egitto. “Hinsides” ribadisce il sound caratteristico e particolare del four-piece, il cui concetto di progressive è molto personale, grazie all’utilizzo di ritmi beffardi e scanzonati che si accompagnano a un costante flavour folk.

L’opener “Hjemsøkte Hjem” è un pezzo veloce e festoso dove i nostri flirtano con lievi soluzioni funky, mentre il flauto e i synth, strumenti nevralgici all’economia del loro sound, si inseguono creando una vivace atmosfera. “I Feel Like Midnight” è l’unico brano in lingua inglese, è più lento, un pizzico oscuro nelle intenzioni ma con una parte centrale psichedelica molto floydiana seguita dalla reprise. Nuovamente lenta e subdola, “Rykende Ruin” vive di un costante crescendo che sfocia in un finale divertente dove i synth si intrecciano per creare un melodia piacevole e quasi cartoonesca.

Tra soluzioni psichedeliche che ricordano i Doors e flauti che inevitabilmente richiamano i Jethro Tull, la ballad “Lyssky Drøm” funziona da introduzione a “Sankt Sebastian Alter”, una lunga suite (ben 24 minuti) composta in occasione del 666° anniversario dell’arrivo della Peste Nera in Norvegia, in cui il gruppo dà realmente il meglio di sé. Il pezzo propone ritmi intricati ma è godibilissimo. Synth, voce e flauti dipingono una melodia funerea ma al tempo stesso accattivante e il brano è cangiante, tra accelerazioni davvero metalliche e innesti di musica medievale. Una parte recitata in lingua latina prelude poi alla ripresa della melodia portante, che ci conduce verso il finale.

A tutto vintage, i Tusmørke non sono soltanto dei continuatori, ma dimostrano come si possa rielaborare le proprie influenze suonando freschi, vivaci e coinvolgenti. Ascolto consigliato.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Svart Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Hjemsøkte Hjem 02. I Feel Like Midnight 03. Rykende Ruin 04. Lyssky Drøm 05. Sankt Sebastians Alter
Sito Web: https://www.facebook.com/Tusmorke/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login