1208 – Recensione: Turn Of The Screw

La loro patria è la California, credono nel punk e anche nell’hardcore, hanno un approccio divertente e si chiamano 1208. Spensieratezza, disimpegno generale, ingenua forza motrice proveniente dall’emocore ed ecco che ‘Turn Of The Screw’ prende la piega di un disco piacevole, che ti scorre addosso per infondere energia positiva. Il tiro generale si alimenta di quelle esplosioni punk tradizionali targate Epitaph (‘Lost And Found’), per poi procedere verso direzioni pop vicine ai Thursday del precedente ‘Full Collapse’ come nel caso di ‘My Loss’ o ‘Tell Me Again’. Ottima e squillante la voce del cantante, così come perfetta è stata la scelta dei suoni che ci mostrano una band dalle buone potenzialità. Il fare punk dei 1208, però, prevale su quello emo, così l’immaginario che ci fornisce questo lavoro è ben diverso dalla classica situazione in cui il ragazzo soffre perché la pischella l’ha lasciato, piuttosto pensiamo alle sbronze con gli amici per sdrammatizzare un amore fallito. Certo, ‘Turn Of The Screw’ non è il disco che cambia la vita e nemmeno apporta particolari novità in casa Epitaph, ma è onesto e senza tante pretese: soluzione perfetta per giornate all’insegna della strafottenza, perciò ci piace.

Voto recensore
7
Etichetta: Epitaph/Venus/Giucar

Anno: 2004

Tracklist:

01. My Loss

02. Fall Apart

03. Tell Me Again

04. Next Big Thing

05. Time To Remember

06. Smash The Badge

07. Lost And Found

08. Everyday

09. From Below

10. Hurts To Know

11. All I Can Do

12. Not You

13. The Saint

14. Turn Of The Screw


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