Luca Turilli – Recensione: King Of The Nordic Twilight

Era il 1999 ed i Rhapsody avevano appena realizzato la meravigliosa doppietta “Legendary Tales” e “Symphony Of Enchanted Lands”, quando Luca Turilli decise di mettersi in proprio, dando alle stampe il suo primo lavoro solista. “King Of The Nordic Twilight” è legato a doppio filo alle produzioni della band madre e le differenze stilistiche sono davvero minime, se non fosse per le vocals di Olaf Hayer (a proposito, che fine ha fatto?) e le influenze negli arrangiamenti neoclassici dal vago sapore nordico (ovviamente!). Stiamo sempre parlando di symphonic power metal composto con maestria ed ispirazione, realizzato in maniera praticamente perfetta, anche grazie all’apporto dei fenomeni dei Gate Studio, ovvero Sascha Paeth e Miro, diventati negli anni a venire i compagni inseparabili di Tobias Sammet nel progetto Avantasia.

L’album deflagra con la boombastica “Black Dragon”, introdotta da stacchi dirompenti e da linee melodiche tracciate da Hayer che toccano picchi altissimi, una song in cui power metal ed heavy orchestrale vanno a braccetto. La seguente “Legend Of Steel” è un’altra perla dell’album, introdotta da una parte bucolica di calvicembalo e flauti, che esplode in un ritornello di chiara matrice epic power, corale e battagliera. In “King Of The Nordic Twilight” iniziamo a comprendere l’amore per Turilli per le vocals liriche, che ritroviamo di tanto in tanto all’interno del platter, così come in “Lord Of The Winter Snow” il compositore triestino prova per la prima volta ad intrecciare passaggi sinfonici e sperimentazioni sintetiche ed elettroniche, caratteristica ormai consolidata dei suoi nuovi Rhapsody. Se “Princess Aurora” è una ballad emozionante, ma abbastanza canonica, è il singolone “The Ancient Forest Of Elves” a conquistarsi la palma di miglior song symphonic power di quel lontano 1999, una hit trascinante, corale, battagliera, arrangiata sontuosamente tra passaggi neoclassici e melodie orecchiabili, ma dannatamente funzionali. “Where Heroes Lie” è una cavalcata metal, che gode di una parte centrale ben strutturata che possiede un’anima cosacca nel solo, ancora una volta cantata divinamente da Olaf, mentre “King Of The Nordic Twilight” si chiude con la title track, una lunga suite di oltre dieci minuti, che alterna momenti corali, accelerazioni power e stacchi pregni di epicità.

Turilli con il suo primo disco solista gettò le basi per quelli che furono i capitoli successivi della sua carriera, sfociata poi nei Luca Turilli’s Rhapsody, che abbiamo ammirato recentemente in tour anche dalle nostre parti. Siamo ben lontani dal Cinematic Metal di questa nuova creatura, poichè i brani di “King Of The Nordic Twilight” sono ancora debitori del sound dei primi Rhapsody, anche se lasciano intravedere una classe nel songwriting, di un personaggio che si era presentato come chitarrista, ma che è diventato nel tempo un compositore, autore di colonne sonore e musicista a tutto tondo.

 

turilli-king of the nordic twilight

Etichetta: Limb Music / SPV

Anno: 1999

Tracklist: 01. To Magic Horizons 02. Black Dragon 03. Legend Of Steel 04. Lord Of The Winter Snow 05. Princess Aurora 06. The Ancient Forest Of Elves 07. Throne Of Ice 08. Where Heroes Lie 09. Warrior's Pride 10. Kings Of The Nordic Twilight

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