Tsjuder – Recensione: Antiliv

Dal ritorno dei Tsjuder non aspettiamoci altro se non una gradita conferma. Sono passati quattro anni da “Legion Helvete”, ma non cambia molto ciò che il three-piece di Oslo mette sul piatto. Dai primi anni’90 i Tsjuder battono con fierezza i sentieri di un black metal incorrotto e lontano da troppe contaminazioni, supportato però da un songwriting inappuntabile, ottima tecnica esecutiva e atmosfere guerresche che assicurano il riscontro emozionale necessario.

“Antiliv” ribadsce senza troppi scossoni la tendenza di cui sopra, se vogliamo in un’ottica ancora più matura e ragionata con un lavoro che guarda molto alla tradizione ma si adatta al meglio nel contesto odierno. Una produzione che cura i particolari nel dettaglio risalta brani come l’opener “Kaos” che, come suggerisce il titolo, è veloce e tellurico ma subito mette in luce il bagaglio esecutivo di ogni singolo membro della band.

“Krater” è una canzone che per molti aspetti ricorda i Marduk più “atmosferici”, forte di una potenza battagliera che non esclude, se non propriamente innesti melodici, dei rallentamenti dal flavour epico che ne esaltano i caratteri. Notiamo come lo screaming malvagio di Nag sia semplicemente perfetto nell’esprimere i connotati fieri del brano.

Pur lontano da ogni possibile esigenza di originalità o innovazione, l’album scorre senza cedimenti mostrando soprattutto nella parte centrale del disco, come il gruppo non si esenti da un omaggio ai propri ispiratori, percebile ad esempio in “Demonic Supremacy” e “Slumber With The Worm”, dove incontriamo soluzioni che ricordano i Bathory e i Celtic Frost e ancora “Ved Ferdens Ende”, un pezzo dal diabolico incipit slayeriano che poi evolve in un black classico nuovamente dai connotati epici.

La titletrack, fiero brano cadenzato, chiude un platter di buonissimo livello, a vantaggio di una band che perpetua con onestà e coerenza il suo legame a un panorama musicale che esula dalle logiche commerciali.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2015

Tracklist:

01. Kaos
02. Krater
03. Norge
04. Djevelens Mesterverk
05. Demonic Supremacy
06. Slumber With The Worm
07. Ved Ferdens Ende
08. Antiliv


Sito Web: https://www.facebook.com/tsjuderofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. franz

    bravo, finalmente una bella recensione, nel senso che chi scrive qualcosa ne capisce.La tendenza ultimamente è di distruggere a priori e il risultato è di far passare la voglia di acquistare i cd. Ho apprezzato davvero molto la tua analisi. Tieni presente che a conferma di quelo che hai scritto, nella limited ci sono le cover di deathcrush dei mayhem e unholy pagan fire dei beherit.

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