Tronos – Recensione: Celestial Mechanics

Tronos è un nuovo progetto di studio creato da due personaggi importanti della scena musicale inglese come Shane Embury (Napalm Death) e Russ Russell (produttore di Napalm Death, Dimmu Borgir, At The Gates ed altri), che dopo tanti anni di collaborazione e varie discussioni hanno deciso finalmente di pubblicare un disco. Il trio è stato completato dal batterista dei Megadeth, Dirk Verbeuren e il loro primo album si intitola “Celestial Mechanics”. Shane e Russ si sono dedicati alle chitarre e al canto, con quest’ultimo responsabile anche della parte delle tastiere. L’album contiene dieci canzoni con interessanti variazioni ed un viaggio tra diverse sonorità del genere estremo, con un profilo anche sufficientemente sperimentale. Il brano iniziale “Walking Among The Dead Things” ha uno stile oscuro, vicino al doom metal, ma con momenti di accelerazione ed un tono comunque aggressivo che evolvono però in melodie progressive. Segue il pezzo “Judas Cradle”, il quale mantiene l’atmosfera dark, ma il ritmo è decisamente più lento, doom con elementi di death metal tecnico e la parte cantata che rende lo stile più epico, anche se intriso di negatività. Con “The Ancient Deceit” l’album cambia ancora tono, diventando straightforward death metal, semplice e veloce. Questo brano precede la parte più lenta del disco, che inizia con “The Past Will Wither And Die”, caratterizzata da sensazioni di esasperazione, angoscia e continua con “A Treaty With Reality”, una canzone mid tempo, con anche sonorità black metal. A seguire ancora la lenta “Voyeurs Of Nature’s Tragedy”, dove la diversità del suono colpisce ancora con l’aggiunta di melodie di violino e backing vocals di Erika Nockalls (The Wonder Stuff).

Il carattere sperimentale del disco è confermato ulteriormente da “Birth Womb”, brano completamente diverso dal precedente, con un taglio techno thrash/death metal, potente ed aggressivo. L’atmosfera diventa psichedelica con “Premonition”, con Denis “Snake” Belanger (Voivod) al ruolo del cantante e Billy Gould (Faith No More) al basso. L’ultima canzone originale, intitolata “Beyond The Stream Of Consciousness”, propone le stesse coordinate di “Premonition”, con l’aggiunta di elementi elettronici, sia alla melodia che alla parte cantata. Il disco termina con una cover di “Johnny Blade” dei Black Sabbath in classico doom metal mode. Altri ospiti d’eccezione al basso sono Dan Liker (Nuclear Assault) e Troy Sanders (Mastodon).Il concept di “Celestial Mechanics” si basa sulla lotta dell’umanità per la sopravvivenza su questo pianeta in fase di distruzione, sulla vita dopo la morte, l’incertezza per il futuro, la disperazione, ma con una piccola luce di speranza che si accende nel fondo del tunnel. Per concludere, il primo progetto di studio del trio Tronos ha un carattere completamente industriale, senza regole, ma con tante oscillazioni tra generi del metal. La solidità del materiale prodotto, la complessità delle melodie e la qualità del cantato sono i fattori vincenti. Dall’altra parte, la band da l’impressione di entrare in un labirinto di suoni e generi musicali, rischiando di perdere la strada (anche se poi in qualche maniera riesce a tornare in pista). Si tratta di un lavoro estenuante, impegnativo, adatto per un pubblico esigente e dai gusti musicali decisamente eclettici.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media

Anno: 2019

Tracklist: 01. Walk Among The Dead Things 02. Judas Cradle 03. The Ancient Deceit 04. The Past Will Wither And Die 05. A Treaty With Reality 06. Voyeurs Of Nature’s Tragedies 07. Birth Womb 08. Premonition 09. Beyond The Stream Of Conciousness 10. Johnny Blade (BLACK SABBATH cover)

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