Trixter – Recensione: Human Era

Sono nati negli anni ottanta i Trixter, giusto in tempo per far parte di quella schiera di band che tra hard di class e street metal ha fatto divertire un’intera generazione di rockers. Tornati alla carica (con la stessa line-up) qualche anno fa hanno deciso di proseguire immancabilmente sulla scia di quanto fatto all’epoca e anche questo nuovo “Human Era” propone orgogliosamente quella miscela di chitarre rumorose, ritmiche corpose e ritornelli easy listening che in quegli anni era un genere definibile come mainstream.

Non c’è quindi molto spazio per inventare, il genere ha i propri canoni ben definiti e tutto quello che conta è scrivere canzoni capaci di intrattenere e suonarle con il piglio giusto. Una missione che i Trixter hanno sempre dimostrato di saper assolvere con grande puntualità e che anche a questo giro non viene meno.

Si apre con un trittico di song abbastanza diverse tra di loro, ma tutte estremamente scorrevoli: “Rockin’ To The Edge Of The Night” suona esattamente come una song d’apertura di fine anni ottanta, divertente, lineare e bombastica il giusto. “Crash The Party” colpisce dritto in volto, con un riff più veloce e trascinante, ma conservando un coro da cantare sotto la doccia, “Not Like The Rest” ha invece un piglio quasi adolescenziale che fa sorridere abbinato a rocker non proprio di primo pelo come i nostri, ma che funziona alla grande.

Non manca il classico tributo ai Van Halen, assolto con la scattante “For You”, ma neanche la ballad d’ordinanza, “Beats Me Up”, romantica e struggente. Da segnalare anche la Bonjoviana “Good Times Now”, la super orecchiabile “Every Seconds Count” e la class metal “Soul Of A Lovin’ Man” (decisamente Whitesnake oriented nel riff).

Tutto suona esattamente come ci si aspetterebbe e questo è probabilmente allo stesso tempo un pregio e un piccolo difetto, ma bisogna ricordare di chi stiamo parlando. Appare ovvio che attendersi da una band non da includere tra i grandi della scena di allora qualcosa in grado di stupire sarebbe pretesa mal indirizzata. Loro, anche a così tanti anni di distanza, sanno come suonare questo genere e come scrivere canzoni di maniera, ma azzeccate. Ed è quello che fanno. Se volete di più, dovete necessariamente rivolgervi altrove.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Rockin’ To The Edge Of The Night
02. Crash That Party
03. Not Like All The Rest
04. For You
05. Every Second Counts
06. Beats Me Up
07. Good Times Now
08. Midnight In Your Eyes
09. All Night Long
10. Soul Of A Lovin’ Man
11. Human Era


Sito Web: https://www.facebook.com/trixterrocks?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Giulio B

    Parto dal presupposto che i Trixter degli anni 80 a me non sono mai piaciuti (escluso il super singolo Rock Of a Thousand Dreams) e che tra tutti i gruppo pompati in quel periodo loro sono stati tra quelli che più mi hanno stupito…..in negativo!
    Dopo il ritorno con il convincente “New Audio Machine”, decisamente migliore rispetto ai precedenti, sarò curioso e speranzoso di trovare un degno successore con queso “Human Era” che, a priori, merita giò una lode per la bellissima copertina!

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  2. Giulio B

    Confermo quanto già scritto; I Trixter di questa nuova (HUMAN) ERA sono degni di assoluta menzione.
    L ho ascoltato velocemente, quasi in stile samples, ma ho trovato una freschezza ed una qualità di canzoni notevoli seppure “easy-listening”!
    Segnalo la title track, la splendida ballad “Beats me up” e “Good times now” ma un po tutte mi hanno favorevolmente stupito.
    Lo riascolterò con con più calma ma questa “era umana” merita decisamente piu del voto in recensione.
    Evviva i Trixter post reunion, decisamente rigenerati!

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