Trivium – Recensione: Silence In The Snow

Settimo album per i Trivium, capitanati dal cantante/chitarrista Matt Heafy coadiuvato da Corey Beaulieu alla chitarra, Paolo Gregoletto al basso e l’ultimo arrivato Mat Madiro alla batteria: dopo la precedente prova di “Vengeance Falls”, non proprio un lavoro da ricordare per la maggioranza del pubblico, la Roadrunner pubblica questa nuova prova che giunge a due anni di distanza dall’ultima novità di studio.

Con “Silence In The Snow” ci si trova di fronte a 10 pezzi più una intro, curatissimi come al solito dal punto di vista della registrazione e della scelta dei suoni: rispetto alla storia recente del gruppo forse c’è una ricerca della melodia più pulita per sferrare il colpo finale in fatto di presa sul pubblico e da questo punto di vista la title-track, “Pull Me From The Void” e “Until The World Goes Cold” riescono nel loro intento, portando con sé un discreto tiro senza tralasciare la parte più pulita (grazie anche alle belle vocals) che si stampa in testa dopo un paio di ascolti.

La media dei brani è su un livello discreto, senza strafare e mettendoci mestiere laddove il songwriting tende a latitare un po’: ci sono però pezzi di stile diverso come la ribassata “Dead And Gone” (con un bellissimo inciso a tre quarti della canzone che precede un assolo semplice ma ficcante), la più lenta e atmosferica “Beneath The Sun” e la finale “Breathe In The Flames”, con il suo inizio e finale in arpeggio acustico, pezzo messo in coda e chiusura ad hoc per questo “Silence In The Snow”.

Un gruppo che spesso è stato accusato, agli esordi, di essere una brutta copia di altri: al settimo album il giochino non reggerebbe di sicuro e i Trivium riescono a dimostrarlo ampiamente, nonostante niente di trascendentale, registrando un album che di sicuro risolleva le ultime opache prove del gruppo.

C’è stata una volontà generale di abbandonare man mano le sonorità thrash tout-court in favore di un’amalgama di stampo più classicamente power, vigoroso sì ma senza alcune caratteristiche che avevano reso il gruppo un ibrido in grado di catalizzare seguaci di vari generi più pesanti come il cantato in growl (e forse questa scelta di procedere sulla via del cantato in pulito è un bene, vista la voce di Matt Heafy) o la tendenza ad utilizzare riffing in stile Bay Area, abbandonandolo a favore di melodie che si vanno ad incastrare in un contesto di arrangiamenti più armonioso per lo stato del gruppo così come è oggi.

Voto recensore
6
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Snowfall
02. Silence In The Snow
03. Blind Leading The Blind
04. Dead And Gone
05. The Ghost That’s Hunting You
06. Pull Me From The Void
07. Until The World Goes Cold
08. Rise Above The Tides
09. The Thing That’s Killing Me
10. Beneath The Sun
11. Breathe In The Flames


Sito Web: http://www.trivium.org/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. daniele

    finalmente i Trivium!!! senza entrare in polemica con il recensore ma,quante volte hai ascolatato l’album? personalmente al primo ascolto è da urlo,e secondo me il voto è basso,visto le ampie “merdate” che vengono recensite con voti al dir quanto assurdi.Cmq,le regole del mercato valgono per chi lo compra,sicuramente sarò uno di quelli….vado a prenotarlo su Amazon!!!! (giusto per inciso,parla qualcuno che ha 31 anni di ascolto metal sul groppone)…buona serata “recensore”!!!

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    • Meskio

      Caro Daniele, grazie mille per il tuo commento e per il tempo che hai speso per scrivere! Gli anni di ascolto metal sono 24 anche per il sottoscritto e il CD è stato ascoltato 5 volte (come di solito cerco di fare sempre). Potrei dirti che i gusti son gusti e che questa recensione rispecchia il mio personalissimo parere (che ovviamente coinvolge anche i miei gusti) e trovo che spesso magari, rispolverando un CD a poca distanza di tempo dalla pubblicazione il parere può cambiare: a volte la ristrettezza di tempi dettata dall’uscita dell’album porta a giudizi che, come parecchie cose nella vita che coinvolgono un seppur semplice “mi piace/non mi piace” possono mutare.
      Ti ringrazio nuovamente per il parere espresso, ascoltatore (non fra virgolette e senza polemica).

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      • daniele

        Ti ringrazio per avermi risposto. Immagino che nel poco tempo non si riesca ad apprezzare appieno un ottimo prodotto. Complimenti a te e a tutto lo staff per esserci sempre. buona giornata.

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  2. Meskio

    Grazie a te per il confronto costruttivo! Personalmente ci provo ma, come dicevo, i gusti son gusti e non ci si può sempre prendere :) Grazie mille di nuovo e continua a seguirci! Buona giornata a te!

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  3. Gennjjoy

    Per me è a dir poco sublime…US power portato nel 2015…qualche pezzo ruffiano c’è sennò non sarebbero i trivium e sul “mestiere” mi trovo in accordo col recensore…comunque gran lavoro…lineare (un pregio, l’ultimo blind guardian l’ho digerito dopo 5 o 6 ascolti e lo adoro), potente, bei suoni, ben cantato…mi han fatto tornare KID ….ne ho 35….grazie ragazzi!!!!!

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  4. Fabio Meschiari

    Grazie del tuo contributo, Gennjjoy!

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