Trick Or Treat – Recensione: Rabbits’ Hill Pt.2

C’era grande attesa per il ritorno sulle scene dei Trick Or Treat con la seconda parte del concept “Rabbits’ Hill”, che già ci aveva entusiasmato quattro anni or sono. E la band modenese non delude le aspettative dei fan, regalandoci probabilmente il proprio disco più bello. Mettiamo le cose in chiaro, i nostri non sono più una copia carbone degli Helloween dell’era “Keeper” e non sono solo Alessandro Conti, pur rappresentando il cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody un valore aggiunto non indifferente. I Trick Or Treat sono ormai una solida realtà del panorama power internazionale e lo dimostra l’interesse della Frontiers, che si è assicurata la pubblicazione di questo quarto album della carriera dell’ex tribute band delle Zucche tedesche. L’heavy teutonico è ancora alla base delle composizioni dei nostri, anche se in questo secondo capitolo del concept, tratto dalla novella di Richard Adams, non mancano inserti orchestrali, cori ariosi e la solita, piccola e sana dose di sregolatezza.

Rabbits’ Hill Pt.2” inizia con “Inle’ (The Black Rabbit Of Death)”, opener sparata a palla di cannone che esplode in un ritornello in doppiacassa da cantare fino allo sfinimento, in cui le melodie intessute da Conti richiamano il Kiske dei bei tempi e si scontrano con un prepotente growl. Dello stesso stampo è il mid tempo giocoso “Cloudrider”, in cui emerge il buon lavoro delle asce, che prendono per mano la sezione ritmica, con il vocalist ancora inarrivabile sulle tonalità alte. Con la ballad “Never Say Goodbye” troviamo il primo ospite del disco, quella Sara Squadrani degli Ancient Bards, già arruolata da Ayreon in passato e dotata di una voce inconfondibile in mezzo a mille altre frontgirl. I Trick Or Treat hanno chiamato a duettare con Alessandro Conti altri due pezzi da novanta della scena power heavy internazionale: Tim Owens, ruvido quanto basta nella grintosa “They Must Die” e Tony Kakko, che si cala perfettamente nella parte nella sinfonica e corale “United”, una delle hit di questo grande album. Se il primo singolo “The Great Escape”, lo conosciamo già tutti a memoria, non possiamo, prima di concludere la nostra recensione, non citare la lunga e complessa “The Showdown”, che alterna momenti vocali più complessi, sostenuta da arrangiamenti orchestrali e passaggi acustici.

Rabbits’ Hill Pt.2” rappresenta sicuramente il picco qualitativo della discografia dei Trick Or Treat, che hanno compiuto il definitivo salto di qualità. In un periodo avaro di uscite in ambito power metal, la band tricolore rappresenta un sicuro investimento sia per l’acquisto del cd sia dal vivo, per qualità di songwriting, leggerezza nell’approccio e coinvolgimento emotivo durante l’ascolto. Inutile, in questo caso, tirare in ballo le influenze Helloween o la riproposizione di alcuni cliché del genere: quando il power metal ci viene proposto in questo modo lo amiamo ancora alla follia!

 

Trick Or Treat - Rabbit's Hill Pt2 - 2016 Artwork

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Inle’ (The Black Rabbit of Death) 02. Together Again 03. Cloudrider 04. Efrafa 05. Never Say Goodbye 06. The Great Escape 07. They Must Die 08. Beware the Train 09. United 10. The Showdown 11. Last Breath
Sito Web: www.trickortreatband.com

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