Trick Or Treat – Recensione: Re-Animated

Trent’anni e più primavere passate in giudicato. Dovresti essere una persona seria, di sani principi e senza vizi (beh, quasi…), almeno in teoria. Ma ci sono momenti in cui l’aplomb, un certo snobismo dato dall’età e dal sentir comune (“ormai sei responsabile, non lo devi più fare”) possono andarsene tranquillamente a cagare.

E allora lì scatta qualcosa, torni bambino e vuoi ritornare sul divano davanti alla tivvì per vedere i cartoni animati che amavi tanto. Ma oggi non lo puoi più fare, un pò perché Uan e Bim Bum Bam sono finiti dentro un pilastro di cemento chissà dove e perché ormai è tutto su Netflix. Resta la musica, e allora perché non ascoltare quelle canzoni della tua infanzia in versione metal rifatte dai Trick Or Treat?

Il metallaro italiano medio è piuttosto casinista e tendenzialmente nerd: quindi ritornare bambini ed ascoltare schegge del proprio passato in chiave metal è occasione unica. Attrezzati con la girella d’ordinanza, latte e con un sorriso a 69 denti stampato in faccia ecco una manciata di canzoni con cui abbiamo passato buona parte della nostra infanzia. I Trick Or Treat si sono fatti carico di metallizzare il bagaglio “culturale” del trentenne italiano medio, proponendo in chiave metal le storiche canzoni dei “cartoni animati giapponesi” (cit. nda.).

I nostri emiliani preferiti non erano certi nuovi a colpi di genio di questo tipo, perché proprio con un paio di cover di questo tipo raggiunto un discreto hype in rete. Poi i dischi, validissimi, l’altra illuminazione a nome “Heavy Metal Bunga Bunga” (per anni suoneria del cellulare del vostro affezionatissimo, lo ammetto nda.) e la voglia di continuare a crescere. Ma in fin dei conti a crescere per crescere non c’è divertimento e quindi ecco a voi “Re-Animated”.Ritornate quindi bambini, rispolverate nei cassetti del vostro palazzo della memoria canzoni e musiche accantonate da tempo. Altra caratteristica non di poco contro: disco totalmente autoprodotto con il supporto dei fan tramite una raccolta di fondi online e costellato di una quantità enorme di ospiti provenienti del mondo musicale metallico italiano e non.

Dopo l’epica intro “Voltron” (se non avete idea di cosa ci sia dietro questo nome…allora non avete visto neanche “Deadpool”. Nda.) ecco “Batman” con uno scintillante Roberto Tiranti dei Labyrinth a duettare con Alessandro Conti. Una canzone già meravigliosa con la sempreverde Cristina D’Avena, qui resa leggermente più potente dai nostri. Bravo Marco Basile dei DGM alle prese con “I 5 Samurai”, cartone amatissimo e mai baciato dal successo di più “nobili colleghi”. Una bella versione, dinamica e decisamente fedele dell’originale tricolare.  Bella davvero “Jeeg Robot d’Acciaio” con Giacomo Voli, quasi come sentire una canzone dei Gamma Ray con 20 anni di anticipo.  “Jem” fa la sua degnissima figura con la brava Sara Squadrani a vestire di rosa i suoi capelli per far rinascere un personaggio amato anche da tanti maschietti.Picco d’emozioni per il sottoscritto per il capolavoro di Hideaki Hanno “Il Mistero della Pietra Azzurra” , con l’omonima canzone. Già emozionante nella versione originale, i Trick Or Treat la rendono ancora più percussiva fino a farla esplodere nell’inconfondibile ritornello cantato a pieni polmoni da Alessandro Conti. Brava alla voce femminile Chiara Tricarico, degna emula di dell’eterna bolognese. Plauso anche per gli arrangiamenti (e per la canzone ovviamente) di “Prince Valiant”, che fanno crescere una canzone che forse in pochi si ricordavano prima della riscoperta. Sorprendente Potowotominimak dei Nanowar Of Steel in versione “seria” duettare con Alessandro Conti. Bella davvero subito dopo l’immortale “Daitarn 3” con Michele Luppi.

Ospite d’onore l’eterno ragazzino Giorgio Vanni, con uno dei veri e propri “inni” anni 90: “What’s My Destiny Dragonball” seguito a ruota dai “Pokemon” con Marco Pastorino dei Temperance. Obbligatoria (e confermatissima) la presenza di Damnagoras degli Elvenking nella folkish “David Gnomo Amico Mio”, una delle prime canzoni che hanno svelato il lato nerd dei nostri T.o.T. . Doverosa la versione metallica di “Ken Il Guerriero” con Fabio Dessi degli Arthemis. Irrinunciabile da ascoltare per ogni trentenne – e più – che si rispetti.

E poi ancora Danny Metal con “BeyBlade”, Steva dei Deathless Legacy con una bella versione di “Devil Man”, “Robin Hood” con Tomi Fooler, il re del crimine italiano “Diabolik”, “King Arthur And The Knights Of Justice” e poi direttamente da Frozen “Let It Go” con Adrienne Cowan.  Chiusura con il botto con la nipponica “Pegasus Fantasy” per ricordare che in fin dei conti siamo stati tutti bambini e volevamo essere un Cavaliere dello Zodiaco.

Io Sirio, grazie.

Difetti? Mancano “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo”, “Lady Oscar” , “Lamù”, “Lupin”, “L’Uomo Tigre”, “Zankoku Na Tenshi No These”, “Holly e Benji”, “Alvin Superstar”, “Il Mio Amico Denver” e qualcosa come altri settordicimila cartoni che hanno punteggiato la nostra infanzia.

可愛い? Sì, e pure parecchio. Un divertissement pensato per il suolo italico e per i fan che i nostri hanno meritato di conquistare. Pronti a ritornare bambini?

つづく

Voto recensore
8
Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2018

Tracklist: 01. Voltron (Intro) 02. Batman (feat. Roberto Tiranti) 03. Cinque Samurai (feat. Marco Basile) 04. What's My Destiny Dragonball (feat. Giorgio Vanni) 05. Jeeg Robot D'Acciaio (feat. Giacomo Voli) 06. Jem (feat. Sara Squadrani) 07. Pokemon - Oltre I Cieli Dell'Avventura (feat. Marco Pastorino) 08. David Gnomo Amico Mio (feat. Damnagoras) 09. Prince Valiant (feat. Potowotominimak) 10. Il Mistero Della Pietra Azzurra (feat. Chiara Tricarico) 11. Daitarn 3 (feat. Michele Luppi) 12. Beyblade - Metal Masters (feat. Danny Metal) 13. Devil Man (feat. Steva Deathless) 14. Robin Hood (feat. Tomi Fooler) 15. Ken Il Guerriero (feat. Fabio Dessi) 16. Diabolik 17. King Arthur And The Knights Of Justice 18. Let It Go (feat. Adrienne Cowan) 19. Pegasus Fantasy (feat. Erabu Yurie)
Sito Web: http://www.trickortreatband.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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