Tremonti – Recensione: Cauterize

Se “All I Was” risentiva pesantemente delle sonorità degli Alter Bridge, non fosse altro perché Mark Tremonti ne è tuttora il principale compositore, non possiamo affermare lo stesso del nuovo “Cauterize”, CD nel quale l’attacco si fa decisamente più frontale, in alcuni passaggi al limite del thrash metal (“Radical Change”, “Arm Yourself”); il cantato inoltre è visibilmente migliorato e può ricordare in alcune modulazioni il timbro di Corey Taylor (con particolare riferimento alle sue prestazioni negli Stone Sour).

La title track alterna strofe dal ritmo sostenuto con un’apertura melodica ad effetto all’altezza del ritornello; nonostante quanto affermato più sopra è innegabile come i contatti con i momenti più dark della band madre non manchino (“Dark Trip”) anche se sembra che Tremonti voglia prendere le distanze da album comunque memorabili come “One Day Remains” o “Blackbird”.

All’ascolto di quanto partorito dal chitarrista americano non si possono muovere critiche all’oggettiva bontà della proposta musicale ma sembra sempre mancare quella scintilla tipica dei fuoriclasse che il nostro, appoggiato dalla bravura essenziale di Myles Kennedy, riesce a far esplodere in seno agli Alter Bridge; la sensazione è quella di trovarsi di fronte al disco di un songwriter navigato (non dimentichiamo il successo globale che ha conosciuto ancor prima coi Creed con tanto di Grammy Award) ma anche al cospetto di un metal fan che vorrebbe dire la sua in questo ambito senza riuscirci appieno.

Cauterize” è un discreto e vigoroso album di metal diretto ad elevata connotazione melodica per un artista che ha evidente bisogno di sfogare un’indole probabilmente più “selvaggia” di quella conosciuta dalle grandi platee.

Voto recensore
7
Etichetta: Fret12

Anno: 2015

Tracklist:

01. Radical Change
02. Flying Monkeys
03. Cauterize
04. Arm Yourself
05. Dark Trip
06. Another Heart
07. Fall Again
08. Tie The Noose
09. Sympathy
10. Providence


Sito Web: https://www.facebook.com/MarkTremonti

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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