Treat – Recensione: Tunguska

Dopo i capolavori “Coup De Grace” e “Ghost Of Graceland”, le aspettative per il nuovo album in studio dei Treat erano decisamente elevate. Il loro ritorno sulle scene dopo i fasti degli anni Ottanta è stato, infatti, tra i più efficaci in termini di qualità delle nuove composizioni e approccio live, e la conferma arriva anche con “Tunguska”. Più ostico e meno immediato dei predecessori, l’album viene considerato dal band la quadratura di un cerchio iniziato proprio con “Coup De Grace”, attraverso lyrics più profonde e sonorità a tratti decisamente più aggressive. Il risultato è ancora una volta ottimo, necessita di qualche ascolto in più ma lascia il segno.

Ci sono brani più tradizionali, con anthem fatti apposta per essere cantati a squarciagola: la magnetica opener “Progenitors”, la straight-in-your-face “Always Have, Always Will”, la più ordinaria “Heartmath City” e il sensazionale singolo “Build The Love”, pilotato dall’ugola del sempreverde Robert Ernlund. Ci sono, però, anche pezzi più oscuri ed aggressivi, dal taglio sorprendentemente moderno, come “Rose Of Jericho” o “Creeps”. In generale, quello che colpisce di “Tunguska” è che rispetto al passato c’è più varietà oltre a un’insolita capacità di graffiare con un approccio più ruvido (per credere ascoltare la grintosa “Best Of Enemies” e l’ottimo lavoro alla chitarra di Anders Wikström, che è anche produttore e compositore di una buona metà delle canzoni), non sempre efficace ma in grado di aggiungere profondità e ragioni di interesse nuove. Le ruffiane “Riptide” e “Undefeated” sono, al contrario, in perfetta linea con la discografia precedente dei Treat, così come la struggente ballad “Tomorrow Never Comes”: è proprio quest’alternanza il “segreto” dell’efficacia di un lavoro come “Tunguska”, coraggioso e personale pur rimanendo nei confini del melodic rock. Il titolo stesso suscita curiosità e si riferisce ad una misteriosa esplosione avvenuta in Siberia nel 2008. Non c’è nulla di misterioso, invece, nel giudizio su un altro bersaglio pieno per la band svedese.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Progenitors 02. Always Have, Always Will 03. Best Of Enemies 04. Rose Of Jericho 05. Heartmath City 06. Creeps 07. Build The Love 08. Man Overboard 09. Riptide 10. Tomorrow Never Comes 11. All Bets Are Off 12. Undefeated
Sito Web: https://www.facebook.com/treatofficial/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. ANDY

    ….ho avuto gia’ l’occasione di ascoltare questo nuovo l’album….be…posso dire che a mio parere supera ghost piazzandosi subito dietro al capolavoro coup de grace!!!!….piu’ vario e piu’ dark rock nel concetto sa tirar fuori dei chorus e un sound invidiabile dal 90% delle bands sul mercato oggi!!!…progenitors…always…enemies…rose of jericho…build of love… riptile…tomorrow e undefeated davvero sopra le righe!!!!!

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