Treat – Recensione: Ghost Of Graceland

Per chi segue da vicino AOR e melodic rock, “Ghost Of Graceland” è un album molto atteso: “Coup De Grace”, uscito ormai sei anni fa, era un piccolo capolavoro nel genere, e i Treat sono una band inspiegabilmente sottovalutata, capace di unire melodie, energia e cuore come poche altre. Quest’anno spengono le 35 candeline di attività, e non c’è modo migliore di festeggiare di nuove canzoni e di un tour che toccherà anche il nostro Paese, in occasione del Frontiers Rock Festival.

L’album parte alla grande con la magniloquente e melodrammatica title track, capace nella propria potente immediatezza di dare subito una prima positiva risposta rispetto a quanto valesse la pena attendere il ritorno dei Treat. Le vocals sicure di Robert Ernlund e il songwriting di Anders Wikström sono solo le punte di diamante di una band che continua a poter contare su una grande compattezza. A Ernlund e Wikström si affiancano Patrick Appelgren (chitarra e tastiere) e Jamie Borger (batteria) assieme alla new entry Pontus Egberg (basso), già con King Diamond e Lion’s Share. Non mancano episodi più rabbiosi e dal piglio decisamente moderno: è il caso di “I Don’t Miss The Misery”, che pur si libera in un chorus irresistibile e si avvale di un riffing minaccioso e tagliente, merito dello stesso Wikström e di Appelgren, fondamentale pure con le sue tastiere. La successiva “Better The Devil You Know” prosegue con altrettanta aggressività, mentre più avanti un’atmosfera di minaccia ammanta la sincopata “Alien Earthlings”. Altri pezzi – si parla ad esempio di “Endangered”, “Nonstop Madness” e “Inferno” – suonano forse meno al passo coi tempi, ma non per questo perdono quel senso di urgenza che rende viva la musica dei Treat e mantiene l’ascolto sempre gradevole, anche in una seconda parte che è oggettivamente meno forte del micidiale poker che apre “Ghost Of Graceland”. L’irresistibile ed intenso mid-tempo “Do Your Own Stunts” è forse, nella sua unicità, il picco di un album che si concede un solo vero e proprio rallentamento, nella splendida ballad “Together Alone”, voce e tastiere ad amplificare a dismisura la capacità dei Treat di emozionare.

Più potente e a tratti addirittura più ispirato del predecessore, “Ghost Of Graceland” entra di prepotenza nella rosa delle migliori uscite dell’anno in campo AOR e melodic rock.

Treat - Ghost of Graceland

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ghost Of Graceland 02. I Don't Miss The Misery 03. Better The Devil You Know 04. Do Your Own Stunts 05. Endangered 06. Inferno 07. Alien Earthlings 08. Nonstop Madness 09. Too Late To Die Young 10. House On Fire 11. Together Alone 12. Everything To Everyone
Sito Web: https://www.facebook.com/treatofficial/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    “Ghost Of Graceland” è il degno successore del fantastico “Coupe de Grace!”; magari non arriverà a toccare la cima del precedente ma sta di fatto che è nuovamente un gran bel lavoro.
    Ci sono tanti, ottimi pezzi ma mi soffermo a citarne tre:
    Inferno, Do Your Own Stunts e Alien Earthling.
    Non vedo l’ora di ascoltarli al Frontiers…. Ebbene sì, quest’anno ci sarò pure io!
    Chapeau ai Treat, band che avrebbe meritato altra notorietà!
    Voto 9

    Reply

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