Trauma – Recensione: As The World Dies

I Trauma ci fanno fare un bel salto indietro alla seconda parte degli anni ottanta in un caleidoscopio di riff classici, batteria triggerata, assolo all’unisono e voce lirica; anche logo e copertina sembrano provenire da qualche decade fa… ma c’è una spiegazione a tutto ciò.

In effetti riformatisi nel 2013, i Trauma provengono proprio da quell’epoca e sono noti alle cronache metal per essere stata la prima band del leggendario Cliff Burton; in verità l’ex motore pulsante dei Metallica realizzò con loro solo qualche demo prima di unirsi a Hetfield e Ulrich nel 1982 e inoltre, anche oggi, il ruolo di bassista è coperto da un nome noto, Greg Christian, storico membro dei Testament.

In “The Rage” possiamo percepire sentori di primi Queensrÿche, Warlord e Psychotic Waltz ma il clima generale è dichiaratamente thrash (“From Here To Hell”); non sappiamo se questo approccio old style (non si tratta tanto di revival ma sembra davvero di aver ritrovato un album del 1988) possa pagare a lungo raggio però gli americani ci sembrano assolutamente convinti di proseguire su questo sentiero.

La title track parte con una voce interpretativa alla Bruce Dickinson ma poi il pezzo è abbastanza anonimo a differenza di “Gun To Your Head” che prova ad uscire un po’ dal seminato grazie a qualche variazione ritmica in più.

L’originalità non è proprio prerogativa di questo “As The World Dies” ma gli aficionados di sonorità vetuste che però tentano una svolta più moderna potrebbero trovare una manciata di tracce interessanti e in definitiva è ciò che a loro interessa maggiormente.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Pure Steel Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Rage 02. From Here To Hell 03. As The World Dies 04. Gun To Your Head 05. Last Rites 06. Run For Cover 07. Asylum 08. Entropy 09. Cool Aid 10. Savage
Sito Web: https://www.traumametal.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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