Wild Steel – Recensione: Trascending Glory

L’8 luglio 2009 si è spento Midnight, storico cantante dei Crimson Glory. E quel giorno un pezzetto di cuore di ogni metallaro se n’è andato insieme a quel grande ed istrionico artista, che ci aveva regalato capolavori inarrivabili, facendoci correre brividi lungo la schiena grazie alla propria musica emozionante e di classe. Wild Steel, mente e compositore principale degli Shadows Of Steel, ha da sempre avuto punti di contatto con il mitico vocalist americano, non solo nell’intenzione del cantato, da acuto a recitato, e nella maschera indossata più volte durante i live show.

 

Quando Wild Steel qualche anno fa aveva registrato questo tributo ai Crimson Glory, mai avrebbe pensato che sarebbe uscito sul mercato dopo la morte di Midnight. Si mettano quindi pure il cuore in pace i maligni, perché dietro a questo “Trescending Glory” non c’è nessuna mera operazione commerciale, ma un omaggio sincero ad una figura mitica della storia della nostra musica preferita. E tale deve restare, senza confronti e senza diffidenza. Nell’album di Wild  Steel possiamo riascoltare con piacere i grandi successi dei primi due mitici album dei Crimson Glory, da “Dragon Lady” a “Azrael”, reinterpretate abbastanza fedelmente alle originali, quasi a voler omaggiare sottovoce, ma con devozione una band storica. Ci vuole sicuramente coraggio per azzardare un simile tributo, eppure Wild Steel ne esce a testa alta e tra gli applausi, grazie ad un cantato fatto di rabbia e passione ed una band alle spalle dotata di tecnica e classe, che lo sorregge anche nelle parti strumentali più tortuose ed evocative.

 

“Trascending Glory” è un album che i fanatici dei tributi non possono lasciarsi sfuggire.  Coloro che non credono in questo tipo di progetti riascolteranno senza mai stancarsi le versioni originali, intramontabili, inarrivabili ancora oggi, tanti anni dopo pregne di pathos e classe sopraffina. Ma stiamo pur parlando dei Crimson Glory, una band che non dimenticheremo mai e che per merito di Wild Steel possiamo ricordare con intatta ammirazione.

 

La rosa di Midnight non appassirà mai, tenuta in vita per sempre dalla sua musica.

Voto recensore
s.v.
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2011

Tracklist:

1. Dragon Lady 04:20

2. Valhalla 03:56    

3. In Dark Places 07:00    

4. Azrael 05:45    

5. Masque Of The Red Death 04:17    

6. Burning Bridges 06:34    

7. Lady Of Winter 04:02    

8. Eternal World 04:02    

9. Lost Reflection 04:53


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